Notaio e mutuo

L’oggetto del desiderio, uno dei quattro argomenti più cliccati sul web al mondo, ma soprattutto l’investimento più pesante per una famiglia: la casa. Per questo motivo quando si acquista un immobile, è indispensabile farlo in assoluta chiarezza, a partire dalla ricerca del mutuo, passando per la trattativa con la banca e finendo con la stipula dal notaio.

Un tassello fondamentale, quest’ultimo, che interessa milioni di italiani. Basti pensare che - secondo quanto rilevato da Nomisma nella sua ultima indagine “La situazione economico-finanziaria delle famiglie italiane e l’investimento immobiliare” chi ha intenzione di comprare casa nei prossimi 12 mesi lo farà quasi certamente con un mutuo.

Un fenomeno che coinvolge ben due famiglie su tre, vale a dire il 75,4%, mentre lo scorso anno lo stesso dato riguardava soltanto un nucleo su due. Insomma, si tratta di un aumento vertiginoso della domanda di credito (corrispondente a 1,5 milioni di famiglie) che riguarda i giovani (con un picco dell’88,2% per i capofamiglia con età fino a 34 anni) e i residenti al Centro (86,2%) e al Sud (87,8%) con meno di 4 membri (90,5%). Famiglie che, attualmente, non sono proprietarie dell’abitazione in cui vivono e che, nell’ultimo anno, non sono riuscite a risparmiare a causa della crisi che ha svuotato i portafogli.

Ecco perché tra le voci da considerare quando si acquista casa grazie a un prestito, le “spese notarili” sono certamente una tra le più importanti. Non solo si tratta di un intervento obbligatorio per realizzare la compravendita, ma soprattutto incide notevolmente sull’economia di questa operazione arrivando generalmente nell’ordine di qualche migliaio di euro.

Va, infatti, ricordato che nel costo rientrano due atti: di compravendita e di mutuo ipotecario. In più vengono calcolate le imposte di registro, l’Iva, le imposte ipotecarie e catastali.

Nel dettaglio, la funzione del notaio è di certificare che l’immobile non sia gravato da nessuna altra ipoteca. Dopodiché la banca, con la relazione notarile e i documenti forniti dal mutuatario, fa deliberare il finanziamento e si procede alla stipula dell’atto. Una procedura che solitamente dura circa un mese.

La banca può, quindi, erogare la somma al momento del rogito se sono già disponibili gli assegni circolari, oppure dopo che il notaio avrà fornito la documentazione relativa all’iscrizione dell’ipoteca. La legge richiede comunque che il notaio aspetti 11 giorni dalla data di iscrizione prima di poter fare gli accertamenti sull’ipoteca e sull’inesistenza di fallimenti.

Ma il notaio rappresenta anche una garanzia dal punto di vista della trasparenza. Il mutuo è, infatti, un contratto complesso nel quale il linguaggio bancario e quello del diritto si mischiano in un testo che diventa poco comprensibile. Ecco perché il giorno della stipula verrà letto il documento e accertato da parte del notaio che i mutuatari abbiano compreso bene i termini e le condizioni.

A partire dal tipo di tasso scelto. Non sarà quindi banale ricordare che il mutuo a tasso fisso comporta normalmente un valore della rata superiore a quello del variabile, ma garantisce la certezza della rata per tutta la durata del prestito. Mentre il variabile, soprattutto in questo ciclo economico con i tassi particolarmente bassi, propone bollettini mensili più bassi con l’incognita tuttavia dell’importo. Per un mutuo indicizzato all’Euribor a 3 mesi viene, infatti, presa in considerazione la media dell’indice nei tre mesi precedenti per calcolare il valore della rata da versare nei tre mesi successivi.

Infine, un consiglio: meglio confrontare più preventivi forniti da diversi notai, in modo da poter scegliere quello più conveniente. Nei costi di un atto notarile non rientrano, infatti, solamente l’ammontare delle imposte e delle tasse che il notaio riscuote per lo Stato, le spese che devono essere sostenute presso pubbliche amministrazioni per la preparazione dell’atto e dei successivi adempimenti, ma anche gli onorari spettanti allo stesso notaio per l’attività che svolge.

Ad esempio, per un mutuo da 130mila euro, si potrebbero risparmiare circa 300 euro stipulando un prestito con una banca che iscrive un’ipoteca sul 150% dell’importo finanziato, anziché del 200% come avviene nella maggior parte dei casi. In altre parole, se si accende un prestito per la casa con un istituto bancario che offre questa percentuale più bassa, scende di conseguenza anche la parcella notarile che è parametrata sul valore ipotecato e non sul debito residuo.

1 luglio 2011 di

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Commenti

  • B Barbara2020-05-18 18:00:42

    Posso ottenere 20.000 euro solo con una casa da ipotecare, senza altre garanzie? Grazie.

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