Mondo mutui

27 aprile 2018

Mutuando - Mutuo rifiutato: che fare?

Come comportarsi se la banca dice NO

A volte, nonostante si siano presentati correttamente tutti i documenti, si sia effettuata la perizia e le garanzie sembrino sufficienti, la pratica per l’apertura di un mutuo si arena davanti al rifiuto finale della banca di concedere effettivamente il finanziamento.

Le ragioni possono essere molteplici, legate ad esempio a regolamenti interni o ad impedimenti di cui nessuno ha notiziato l’aspirante mutuatario prima che si impelagasse nelle costose pratiche per l’apertura del mutuo. In questo caso per far valere i propri diritti e vedersi se non altro risarcite le spese inutilmente sostenute, la via è quella di rivolgersi all’arbitro bancario finanziario (Abf).

Si tratta di una figura di conciliazione che non opera in tribunale e che dà alla clientela di servizi finanziari la possibilità di ottenere risposta ai reclami (purchè di natura, appunto, bancaria e finanziaria) senza dubbio più rapidamente che dovendo passare da giudici e avvocati.

Ci sono tre Abf in Italia come riferimento alle aree geografiche del nord, centro e sud: le loro sedi sono a Milano, Roma e Napoli. L’Abf interviene su questioni che non siano già in mano ad un giudice, e solo dopo regolare reclamo fatto alla banca, dopo 30 giorni senza risposta. Trascorso questo termine, il cliente può rivolgersi all’Arbitro entro 12 mesi dall’esposto, utilizzando appositi moduli da inviare via posta, fax o e-mail, o consegnato a mano presso le filiali di Banca d’Italia. Copia del ricorso all’Abf va poi inviata per conoscenza alla banca.

A quel punto l’Arbitro attenderà 30 giorni per eventuali repliche da parte della banca. Alla fine di questo ulteriore mese, entro 60 giorni emetterà una decisione, favorevole o sfavorevole al cliente. In ogni caso la comunicherà entro 30 giorni, e, se fosse favorevole, la banca avrebbe altri 30 giorni per eseguire quanto disposto dall’Arbitro. Se la banca o il cliente non gradiscono quanto stabilito, sono sempre liberi di rivolgersi successivamente ad un giudice. Ma quali sono i motivi per cui un mutuo può essere rifiutato?

Premesso che ogni banca ha i propri criteri per considerare un cliente affidabile o meno, una delle ragioni può essere che la situazione reddituale del richiedente non offra sufficienti garanzie, o che l'aspirante mutuatario abbia un contratto di lavoro non abbastanza stabile. Altra ragione possono essere eventuali segnalazioni passate come cattivi pagatori (senz’altro è un ostacolo se la segnalazione è ancora in atto, potrebbe esserlo anche in caso sia stata cancellata ma sia conosciuta dalla banca), o episodi di ritardi nei pagamenti. Altri motivi sono legati al rapporto tra importo richiesto (e quindi entità delle rate) e reddito percepito dimostrabile: solitamente il calcolo della rata del mutuo deve essere fatto in modo che questa non superari il 30-35% del reddito e sia quindi sostenibile.

Infine, il mutuo può essere rifiutato se sull’immobile grava qualche irregolarità edilizia, o se è stato donato; è probabile infatti in questo caso che la donazione venga impugnata, creando problemi. Infine, se il funzionario della banca si rifiuta di spiegare a voce quale sia il reale motivo per cui la pratica non può andare avanti, è buona cosa fare domanda scritta per avere queste informazioni: in tal caso la banca le dovrà fornire per iscritto, dando la possibilità al cliente, nel caso, di correre ai ripari. Il lato negativo è che un rifiuto formalizzato potrebbe essere un ulteriore ostacolo per l’ottenimento di un mutuo da un’altra banca.

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    Il profilo dell'autore

    Mutuando di Floriana Liuni

    Giornalista professionista, è tra i fondatori di Finanzaoperativa.com di cui cura le pagine di finanza personale. Contributor del mensile Patrimoni di Class Editori su temi di investimento e mercato immobiliare e del mensile Largo Consumo su temi social e di marketing, in passato ha collaborato con Radio 24, Finanza.com ed Economiaweb.it.