Mutui e 730 precompilato

Arriva passo dopo passo il nuovo 730 precompilato, che avrà delle conseguenze anche su chi dovrà dichiarare mutui e polizze per detrarne gli interessi passivi.

A partire dal 2015, infatti, i cittadini italiani vedranno sul modulo preimpostato redditi e valori catastali, oneri sostenuti per interessi passivi sui prestiti per finanziare l’acquisto di una casa. Oltre, naturalmente, a dati di altra natura, come assicurazioni vita e infortuni o conti previdenziali.

La novità riguarderà in particolare – quasi superfluo dirlo – 20 milioni di contribuenti tra lavoratori dipendenti e pensionati, e partirà l’anno prossimo avendo come riferimento la situazione reddituale di quest’anno, mentre dl 2016 saranno precompilate anche le informazioni su spese sanitarie, finanziamenti alle onlus, spese per l’istruzione.

Tuttavia, gli esperti consigliano di stare comunque attenti ai dati inseriti in automatico, soprattutto per quanto riguarda polizze e mutui, con particolare riferimento alle detrazioni fiscali e ai bonus per ristrutturazioni e acquisto di mobili, che non sempre si utilizzano allo stesso modo anno dopo anno e che quindi andranno presumibilmente aggiornati a mano sul modulo 730. La buona notizia è che, a fronte della possibilità di integrare manualmente queste informazioni nel modulo telematico che sarà messo a disposizione, non ci sarà più bisogno di trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’apposita comunicazione con l’elenco delle spese sostenute per le ristrutturazioni e le riqualificazioni energetiche, per poter accedere ai bonus.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, almeno nei primi tempi il 71% del 730 precompilato dovrà comunque essere compilato a mano (suscitando quantomeno qualche perplessità sull’utilità di questa supposta rivoluzione), ma tale percentuale dovrebbe scendere a zero nel 2017 quando il sistema dovrebbe essere consolidato.

Punto chiave di questa “nuova” modalità di compilazione è che, entro il 7 marzo di ogni anno, i sostituti d’imposta trasmettano all’Agenzia delle Entrate i dati corretti sui contribuenti: redditi, ritenute, detrazioni, contributi, in modo che possano essere prodotti i moduli con la situazione aggiornata e corretta.

Per 3,2 milioni di contribuenti, tra i dati precompilati ci saranno anche gli interessi passivi sui mutui, sui quali, a questo punto, ci sentiamo di suggerire una certa attenzione: sarà bene calcolare tale percentuale anche personalmente, con l’aiuto di un esperto, anno dopo anno, in modo da verificare che quanto indicato in automatico dall’Agenzia delle Entrate corrisponda al dato corretto.

Per il resto, come funzionerà il nuovo sistema? La comunicazione dovrà avvenire per via telematica tramite commercialisti e Caf che utilizzeranno le apposite schermate del sito messo a disposizione a questo scopo, come illustrato dalle slide del governo (http://www.governo.it/backoffice/allegati/77053-9825.pdf). Le comunicazioni andranno depositate entro il 15 aprile di ogni anno, pena una multa di 100 euro per ogni ritardo. Gli intermediari saranno poi ritenuti responsabili di eventuali errori di comunicazione, cosa che, prevedibilmente, non ha mancato di scatenare qualche protesta.

21 novembre 2014 di

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