Mutui, districarsi nei tassi

Ecco tutte le componenti di un finanziamento

Quando si fa una richiesta di finanziamento per l’acquisto di un immobile, la banca concede sì l’erogazione di soldi, ma questi soldi devono essere restituiti nel tempo e con degli interessi, cioè con una sorta di prezzo sul finanziamento.

È un compenso che è riconosciuto alla banca per il fatto che quest’ultima ci concede il denaro. Sul calcolo dell’interesse dunque agiscono degli elementi quali il tempo espresso in anni, mesi o giorni, il capitale prestato, e il tempo entro il quale ci impegniamo a restituire il capitale.

L’interesse poi può essere semplice, cioè prevedere un tot a una scadenza, o capitalizzato, quando si aggiunge al capitale iniziale che lo ha prodotto.

Le rate del finanziamento

Quando si contrae un mutuo si stabilisce con la banca ogni quando restituire/rimborsare la cifra erogata, questo accordo è la rata.

Quando si stipula un contratto di mutuo con la banca, poi, la scadenza, come detto in precedenza, del rimborso può essere mensile, trimestrale o semestrale: questi sono i cosiddetti piani di ammortamento che solitamente si trovano in allegato, e devono essere firmati con il contratto di mutuo.

Come leggerli? La quota capitale, rappresenta quanto abbiamo richiesto e quanto la banca c’ha concesso. In particolare compaiono le somme man mano già restituite, con la dicitura debito estinto e la differenza tra il debito totale e il debito estinto che è il debito residuo.

Componente quota interessi

C’è poi la componente quota interessi, che è la remunerazione dovuta all’istituto di credito per l’erogazione del credito: questa parte è influenzata dai tassi di interesse del mutuo, dall’importo erogato e dalla durata del mutuo.

Nella prassi contrattuale dei mutui in Italia sono praticati due piani di ammortamento: quello alla francese e quello all’italiana. Il piano alla francese prevede la restituzione di un numero predefinito di rate costanti, questo vuole dire con rate uguali nell’importo.

L’andamento delle rate è strutturato in modo che più avanti si va più la quota di capitale cresce e si riduce quella degli interessi. All’inizio insomma si paga maggiormente la parte degli interessi, mentre verso la fine del mutuo quella della componente capitale.

Il piano di calcolo all’italiana prevede invece un rimborso attraverso rate decrescenti: ci sono quindi quote di capitali costanti per tutto il periodo di ammortamento e interessi che decrescono.

Tan e Teag

Infine, nel dettaglio, il contratto di mutuo deve riportare la voce legata al Tan (tasso annuo nominale) che è il tasso di interesse puro e a sua volta può presentarsi fisso o variabile. E il Taeg (tasso annuale effettivo globale).

Nella prima voce, il Tan, quando è fisso, vuol dire avere una rata di rimborso dall’importo costante per tutta la durata di finanziamento, mentre il tasso variabile, come dice la stessa definizione, subisce delle variazioni legate all’andamento di indici e variazioni del mercato.

Per quel che riguarda il Taeg è una sorta di paniere che indica il costo complessivo del prestito su base annua in cui rientrano, oltre il tan, le altre spese collegate al credito come ad esempio le spese di istruttoria della pratica di credito.

24 agosto 2021 di

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