Mutui, B&B e Case Vacanza

Pensare positivo. E quando si tratta di mattone viene molto facile visto che parliamo della passione degli italiani. Quindi - anche se i dati macroeconomici mostrano ancora uno sconcertante crollo delle compravendite (-25% nel 2012), mentre le banche non accennano ad abbassare lo spread applicato sui mutui (in media 3,5% su quello a tasso variabile e 4,5% sul fisso) - ci si può sempre interessare alla possibilità di investire sugli immobili sia che si tratti della seconda casa per le vacanze o per un bed and breakfast.

In fin dei conti il vantaggio, in questa che è la crisi economica peggiore mai vissuta dall’Italia, è evidente: i prezzi del comparto immobiliare sono crollati e le occasioni di investimento sono tantissime. Basti pensare che, secondo la Federazione degli agenti immobiliari, nel 2012 la contrazione ha raggiunto quota -11,98%. In particolare, Roma ha segnato -15%, mentre Milano -14,23%.

Partiamo, quindi, con l’analisi per il finanziamento dell’acquisto di un immobile dove trascorrere la villeggiatura sia che si tratti di mare, di montagna o di lago. E anche se l’introduzione dell’Imu ha penalizzato decisamente questo tipo di acquisto (mediamente l’aliquota da applicare sulle seconde case è del 7,6% contro il 4% della prima casa), restano comunque ancora favorevoli le condizioni applicate.

Non trattandosi della casa dove si vivrà le agevolazioni saranno comunque minori, ma pur sempre ghiotte. Quando il venditore è privato l’imposta di registro è del 7%, mentre quelle ipotecarie e catastali ammontano rispettivamente al 2% e all’1%. Ma se il venditore è un’impresa costruttrice la tassazione prevede l’Iva al 10% con le imposte in misura fissa ciascuna di 168 euro.

Gli aspiranti proprietari di una seconda casa devono ricordare che il mutuo che richiederanno avrà delle procedure di accensione più rigide. Proprio perché si tratta di un altro immobile, le banche saranno più scrupolose nel concederlo valutando con molta attenzione le garanzie del richiedente dal momento che l’ipoteca viene accesa su un immobile dove non si ha la residenza.

In particolare, i tassi da scegliere sono gli stessi della prima casa (fisso, variabile, con cap o misto), la durata è limitata mediamente a 30 anni, mentre il loan to value (cioè il rapporto tra l’importo del mutuo e il valore dell’immobile) è abbondantemente sotto il 60%. Anche perché acquistare una seconda casa è un investimento importante che viene compiuto solitamente da chi ha già da parte dei risparmi.

Capitolo a parte per l’acquisto di una casa da trasformare in bed & breakfast. Detto che questa filosofia di viaggio ha incontrato un po’ di resistenze iniziali da parte degli italiani - non abituati a considerare la vacanza come un semplice soggiorno con prima colazione fra le mura domestiche - va anche sottolineato che si tratta di un investimento che negli ultimi anni sta riscuotendo un notevole successo da parte di quanti decidono non solo di puntare sul mattone, ma anche di ricavarne un reddito.

Del resto avviare un b&b è abbastanza semplice e anche le procedure burocratiche sono snelle: non serve l’apertura della Partita Iva o l’iscrizione nel registro delle imprese, basta presentare la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) al Comune. Ma, anche se la normativa cambia lungo lo Stivale, tutte le Regioni impongono che il gestore ponga la dimora oppure la residenza nell’unità abitativa dove si eserciterà l’attività. Poi, secondo le disposizioni vigenti, andranno comunicati i prezzi stagionali alla Provincia.

Va altresì ricordato che la normativa prevede che per avviare l’attività si dedichino agli ospiti anche una sola camera da letto e un bagno ad hoc della casa.

4 marzo 2013 di

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