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14 agosto 2017

Mutuando - I mutui a rata crescente

Mutui a rata crescente: le cose da sapere

Volete comprare casa ma al momento guadagnate troppo poco per sostenere una rata sostanziosa? Il vostro lavoro al presente dà un reddito non altissimo, ma offre migliori prospettive di guadagno tra qualche anno? Forse il mutuo che fa per voi, in questo caso, è il mutuo a rata crescente. Vediamo di che si tratta.

Un mutuo a rata crescente, in sintesi, è un finanziamento per l’acquisto di una casa che implica rate inferiori all’inizio del periodo di ammortamento e rate più sostanziose alla fine di tale periodo. Dal momento in cui il contratto di mutuo viene stipulato fino al momento del pagamento della prima rata, il mutuo a rata crescente prevede un periodo detto di preammortamento, durante il quale si imputa al cliente il solo pagamento della quota interessi, di importo inferiore rispetto a quello che sarebbe il totale delle quote interessi e capitale ripartito sull’intero periodo di ammortamento. Quando l’ammortamento vero e proprio ha inizio, il cliente comincia a restituire le quote interessi e capitale fissate dal contratto.

Il periodo di pagamento “leggero”, ovvero il preammortamento durante il quale si pagano solo gli interessi, può occupare un lasso di tempo più o meno lungo, da pochi mesi a diversi anni, e di conseguenza anche gli interessi applicati possono essere più o meno contenuti a seconda della durata di questo primo momento.

Il vantaggio di un simile contratto consiste ovviamente nella possibilità di accendere un mutuo subito, anche in un momento in cui le finanze del mutuatario non permettono spese importanti, ma con la possibilità di assicurarsi subito la casa dei sogni rimborsando un costo relativamente molto contenuto alla banca, rimandando per un primo periodo l’onere più pesante del mutuo vero e proprio. Lo svantaggio è però che questa scelta aumenta i costi totali per il mutuatario, perché il periodo di mancato rimborso, naturalmente, viene fatto scontare dalla banca al cliente sotto forma di interessi che sono di fatto a fondo perso, una sorta di pagamento per il tempo in più di attesa che la banca concede prima di poter rientrare della somma finanziata.

Si tratta quindi di un contratto da stipulare con grande attenzione, e solo in casi particolari. Ad esempio, può avere un senso se non si desidera affrontare un leasing, o se non si vuole pagare un affitto che, a conti fatti, può essere anche più costoso della rata di preammortamento, senza per questo garantire la proprietà della casa. Oppure, può essere l’extrema ratio di un giovane neoassunto che trova un’occasione immobiliare da non perdere ma al momento non ha reddito sufficiente per una rata piena. Come sempre il consiglio è quello di documentarsi bene sulle varie alternative offerte dal mercato, anche consultando comparatori on line, per assicurarsi alla fine la scelta migliore per la propria situazione.

Una nota a conclusione per segnalare che esistono mutui dall’andamento esattamente opposto, ovvero a rata decrescente: maggiore nel primo periodo e inferiore verso la conclusione. Questo tipo di mutui è consigliabile invece a chi si trovi a disporre di un buon reddito ma preferisca, man mano che il tempo passa, destinarlo ad altro che al pagamento di un debito. Questa scelta inoltre è una buona alternativa per disimpegnarsi dall’andamento futuro dei tassi di interesse.

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    Il profilo dell'autore

    Mutuando di Floriana Liuni

    Giornalista professionista, è tra i fondatori di Finanzaoperativa.com di cui cura le pagine di finanza personale. Contributor del mensile Patrimoni di Class Editori su temi di investimento e mercato immobiliare e del mensile Largo Consumo su temi social e di marketing, in passato ha collaborato con Radio 24, Finanza.com ed Economiaweb.it.