Meno negozi, più affitti brevi: come cambiano le città
27 mar 2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da Paolo Fiore

Negli ultimi 13 anni, le città italiane hanno visto sparire 156.000 negozi e attività ambulanti. In pratica, secondo l’analisi “Città e demografia d’impresa” dell’Ufficio Studi Confcommercio, è scomparsa un’attività su quattro, con percentuali ancora maggiori in alcune città.
Le città più colpite
Il fenomeno della desertificazione commerciale colpisce soprattutto al Nord, anche se la città che ha perso più attività è la siciliana Agrigento, dove è scomparso oltre il 37% dei negozi. Pesante, con oltre un terzo delle serrande abbassate, è anche la situazione di Ancona, Belluno, Pesaro, Vercelli, Trieste, Alessandria, Savona, Ascoli Piceno e Gorizia.
Le città centro-meridionali registrano invece una migliore tenuta. Frascati e Latina hanno perso meno del 14% dei negozi, Olbia solo uno su dieci e Crotone appena l’1,8% in 13 anni.
L’impatto dell’e-commerce
Un ruolo decisivo, spiga Confcommercio, lo gioca l’e-commerce. Nel 2025 le vendite online hanno rappresentato l’11% dei beni e il 18% dei servizi, mentre tra il 2015 e il 2025 l’e-commerce ha raddoppiato il giro d’affari, passando da 31 a oltre 62 miliardi di euro. Nel frattempo, le piccole superfici commerciali restano ferme.
Le imprese straniere compensano in parte il declino: sono cresciute di 134.000 unità tra il 2012 e il 2025, garantendo 194.000 posti di lavoro. Sono, in media, più piccole delle aziende italiane, che invece aumentano di dimensione e si strutturano in società di capitali, segno di maggiore professionalizzazione.
Una nuova geografia urbana
Non c’è solo una scomparsa complessiva delle attività, ma – sottolinea Confcommercio – anche una loro ricomposizione. A soffrire sono soprattutto negozi tradizionali come edicole (-52%), abbigliamento e calzature (-37%), mobili e ferramenta (-36%).
Crescono invece le attività legate al turismo e alla ristorazione: ristoranti (+35%), gelaterie e pasticcerie (+14%) e affitti brevi (+184%). Nei centri storici del Sud, i B&B sono quasi quadruplicati dal 2012, confermando il loro utilizzo sia come attività imprenditoriale sia come strumento per famiglie che vogliano ripagare un mutuo o mettere a reddito un immobile per arrotondare il bilancio.
Il risultato è quello che Confcommercio definisce “una nuova geografia urbana”: meno negozi di prossimità, più attività turistiche e ristoranti. Il rischio, conclude l’Ufficio Studi, è creare quartieri-dormitorio e città meno vive, soprattutto per gli anziani e chi ha bisogno dei servizi di vicinato.
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