Mutui in valuta estera, più trasparenza

Richiesta una maggiore chiarezza sul rischio cambio

Nei mutui in valuta estera la banca non si deve limitare ad avvisare sul generico rischio cambio, ma aggiungere anche specifiche sul contesto economico prevedibile che può comportare tale rischio. Inoltre non possono essere sottoposte a prescrizione le clausole per la richiesta degli importi indebitamente versati né tantomeno le richieste di riconoscere come vessatoria una clausola.

La vicenda

Alcuni consumatori avevano sottoscritto presso una banca contratti di mutuo ipotecario in franchi svizzeri, rimborsabili in euro. La sottoscrizione comportava un rischio cambio legato alle fluttuazioni della moneta euro rispetto al franco svizzero. La sussistenza del rischio non era menzionata in modo espresso nei contratti di mutuo e comunque gravava sui clienti attraverso alcune clausole da qui il contenzioso finito davanti la corte di Giustizia.

Le motivazioni dei giudici

L’indicazione dei giudici della Corte di Giustizia è chiara: “un consumatore che ha sottoscritto un contratto di mutuo espresso in valuta estera e che ignora il carattere abusivo di una clausola inserita nel contratto di mutuo non può essere soggetto ad alcun termine di prescrizione per la restituzione degli importi pagati sulla base di tale clausola” mentre sulle informazioni relative al rischio cambio i giudici evidenziano che: “sull'esistenza del rischio di cambio non soddisfa il requisito di trasparenza se è basata sull'ipotesi che la parità fra la moneta di conto e la moneta di pagamento resterà stabile nel corso di tutta la durata del contratto”.

Il rischio cambio

Più nello specifico i giudici spiegano che: “L’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 93/13 deve essere interpretato nel senso che, nell’ambito di un contratto di mutuo espresso in valuta estera, il requisito di trasparenza delle clausole di tale contratto che prevedono che la valuta estera sia la moneta di conto e che l’euro sia la moneta di pagamento e che hanno l’effetto di far gravare il rischio di cambio sul mutuatario, è soddisfatto quando il professionista ha fornito al consumatore informazioni sufficienti ed esatte che consentano a un consumatore medio, normalmente informato e ragionevolmente attento e avveduto, di comprendere il funzionamento concreto del meccanismo finanziario in discussione e di valutare quindi il rischio delle conseguenze economiche negative, potenzialmente gravi, di clausole del genere sui suoi obblighi finanziari nel corso dell’intera durata del contratto medesimo”.

Cosa sono i mutui in valuta estera

Il mutuo in valuta estera è un contratto di mutuo in cui le somme del finanziamento sono espresse in una valuta diversa dall’euro. Si può contrarre anche in Italia e chi sceglie questa tipologia di mutuo lo fa perché vorrebbe sfruttare a suo favore le oscillazioni dei tassi di cambi ottenendo così degli importi in linea teorica più vantaggiosi.

La linea teorica è dovuta al fatto che il mutuo è sottoposto alle continue oscillazioni idei tassi di cambio che non è detto si rivelino sempre più vantaggiosi per il mutuatario. Si ritiene che il vantaggio di contrarre un mutuo in valuta estera sia a beneficio di chi abbia il reddito espresso in quella valuta (lavoratore estero) e che già dunque operi con quei valori e quei tassi di cambio, altrimenti il rischio è che il mutuo diventi oneroso rispetto ai piani originari proprio per le continue operazioni di cambio.

21 settembre 2021 di

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