Le misure per casa e mutui

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dello scorso 28 marzo, diventano legge le “Misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015”, ovvero, in sostanza, il Piano Casa 2014 del Governo Renzi, che si propone di investire circa 2 miliardi di euro per sostenere affitti e mutui residenziali e tornare, come sempre si dice, a spingere il mercato immobiliare del nostro Paese.

Tra le misure, di cui alcune saranno immediatamente attive, altre lo saranno a partire dal prossimo 30 giugno, sono previsti sostegni per l’affitto a canone concordato, l’aumento dell’offerta di case popolari e la spinta al cosiddetto “social housing”. A questo scopo, i provvedimenti prevedono:

1. Una riduzione, fino al 2017, dell’aliquota della cedolare secca per gli alloggi in affitto a canone concordato e quelli destinati agli universitari, dal 15 al 10%;

2. Sostegni a chi tarda nel pagare gli affitti per problemi economici;

3. Un piano di recupero e di vendita degli alloggi popolari, che prevede, in particolare, lo stanziamento di oltre 113 milioni di euro spalmati dal 2015 al 2020 per permettere agli affittuari di un alloggio IACP di contrarre un mutuo agevolato che, attraverso il pagamento di rate mensili della stessa somma del canone di affitto pagato per l’alloggio popolare, consentano di riscattare l’abitazione.

4. La possibilità di acquistare l’immobile affittato scatterà dopo sette anni per gli affittuari di un alloggio sociale, i quali, fino al 2016, potranno anche detrarre fiscalmente il loro canone d’affitto.

A proposito di detrazioni fiscali, il Piano Casa conferma quelle relative ai mutui sulla prima casa, che il governo precedente aveva già prorogato fino a tutto il 2015 con un importo detraibile pari al 19% degli interessi passivi per un importo massimo di 4mila euro. L’importo detraibile andrà dichiarato con il modello 730 del 2014 e dovrà essere confermato da tutti i documenti relativi alle spese sostenute. Detraibili anche il 50% delle spese sostenute per l’acquisto dei mobili per arredare la prima casa e per la loro ristrutturazione.

Procede inoltre il Plafond Casa, il fondo di sostegno alle giovani coppie e ad altre categorie bisognose che desiderino accedere a mutui agevolati per l’acquisto della loro prima casa o per la ristrutturazione e per i lavori mirati al risparmio energetico. Anche se, secondo Altroconsumo, questa misura stenta a decollare in quanto il Fondo di Solidarietà (70 milioni quest’anno e 70 il prossimo) sembra non funzionare.

Le banche aderenti al Plafond sono infatti una ventina, e hanno a disposizione circa 2 miliardi di euro complessivamente da destinare allo scopo. Tuttavia, sostiene Altroconsumo, l’alto grado di rischio dei mutui da agevolare blocca sul nascere le domande dei giovani precari, lasciando di fatto inutilizzati i fondi stanziati.

L’associazione dei consumatori si domanda quindi se non sia il caso di pensare ad altre iniziative che possano essere più spendibili e che possano abbassare il profilo di rischio di chi si accosta alle banche per un prestito perché non trova altre alternative.

7 aprile 2014 di

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