La rinegoziazione dei mutui parte in salita

La Legge di bilancio 2023 ha previsto, per venire incontro alle famiglie alle prese con l'aumento del costo delle rate dei mutui dovuto al rialzo sui tassi del costo del denaro, di riprendere una disposizione del 2011 con la previsione di una rinegoziazione obbligatoria per legge al ricorrere di determinate condizioni.

La situazione

Ma cosa sta succedendo? Le banche, secondo una ricognizione di ItaliaOggi, sono pronte a attivare le procedure, ma spesso di fronte alle proiezioni e ai requisiti i clienti trovano la soluzione meno conveniente rispetto a altre magari prospettate sempre dall’istituto di credito.

Non sempre è la soluzione più conveniente”, confermano gli esperti di Facile.it, “il consiglio è di valutare comunque anche una tradizionale surroga perché appunto, in alcuni casi le condizioni sono migliori”. Senza addentrarci nelle differenze tra surroga e rinegoziazione, in quest’ultimo caso le modifiche che si richiedono, si chiedono all’interno della stessa banca che ha concesso il finanziamento.

Detto questo, tornando alla previsione della legge di bilancio, la disposizione prevede che il mutuatario deve avere l'Isee a 35 mila euro, un mutuo finanziato massimo di 200 mila euro. Altre condizioni richieste per l’accesso sono di essere da sempre in regola con il pagamento delle rate e che il finanziamento deve essere dall'origine a tasso e a rata variabile per tutta la durata del contratto. Le condizioni devono coesistere tutte.

La verifica dei requisiti

La verifica dei requisiti spesso si scontra sia con la soglia Isee che deve essere quella per nucleo familiare e quasi la totalità dei mutui è cointestata, sia con il variabile puro. Molti mutui hanno tassi che mixano diversi aspetti oltre al fatto che, secondo gli esperti, l’85% dei tassi applicati ai mutui in Italia è fisso.

Dunque una platea ridotta potrebbe beneficiare del fisso calmierato offerto dallo stato.

Il tasso applicato dalla legge

Il tasso applicato post rinegoziazione assicura, per un periodo pari alla residua del finanziamento o, con l'accordo del cliente, per un periodo inferiore, l'applicazione di un tasso annuo nominale fisso non superiore al tasso che si ottiene in base al minore tra l'IRS in euro a 10 anni e l'IRS in euro di durata pari alla durata residua del mutuo ovvero, se non disponibile, la quotazione dell'IRS per la durata precedente, riportato alla data di rinegoziazione alla pagina ISDAFIX 2 del circuito Reuters (ora ICESWAP2) maggiorato di uno spread pari a quello indicato, ai fini della determinazione del tasso, nel contratto di mutuo.

La corsa delle rate

Il 2 febbraio la Bce è tornata a intervenire sul costo del denaro, con un nuovo incremento dei tassi base di 50 punti. In sintesi, l’effetto immediato sui mutui è un aumento medio della rata di un tasso variabile di quasi 35 euro. In poco più di un anno, calcolano gli esperti di Facile.it, il mutuatario si troverebbe a pagare una rata più pesante di oltre 195 euro, vale a dire circa il 43% in più rispetto a quella iniziale.

7 February 2023 di

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