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Mutuo ristrutturazione e sgravi

Sgravi fiscali e mutui di ristrutturazione

21 settembre 2012

Mutuo non fa sempre rima con acquisto. Il prestito per la casa può essere richiesto anche per la ristrutturazione della casa in cui si vive. Anche perché non solo la passione degli italiani per gli immobili passa per l’estetica all’interno delle quattro mura domestiche,  ma quanti non riescono a vendere il proprio immobile a causa della crisi (si legga crollo delle compravendite e spread ancora decisamente alti), possono comunque apportare qualche cambiamento per migliorarlo e ammodernarlo.

Tanto più che i mutuatari alle prese con interventi in muratura, di rinnovo degli spazi o di lavori mirati al risparmio energetico della casa possono contare su di un incentivo: portare in detrazione dall’Irpef, nella misura del 19%, gli interessi passivi e i relativi oneri accessori pagati proprio sul prestito ipotecario. Numeri alla mano, sono 2.582,28 euro per ciascun anno d’imposta.

Per usufruirne è necessario che il mutuo sia stipulato nei sei mesi antecedenti la data di inizio dei lavori di costruzione o nei 18 mesi successivi, che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori di costruzione e che il contratto di mutuo venga stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale. Meglio non dimenticare che la mancata destinazione ad abitazione comporta la perdita del bonus.

La detrazione è cumulabile con quella prevista per i mutui sull’acquisto della prima casa soltanto per tutto il periodo di durata dei lavori, nonché per il periodo di sei mesi successivi al termine dei lavori stessi.

Un sostanzioso bonus che, nel corso degli anni, ha spinto gli italiani ad indebitarsi significativamente. Basti pensare che - ha spiegato Prestiti.it - già nei primi sei mesi del 2012 i finanziamenti richiesti per ristrutturare casa hanno rappresentato il 13% del totale delle domande di prestito personale per un importo medio di 16.800 da restituire in 78 mesi.

Un fenomeno spinto anche dalle procedure più semplici da seguire rispetto a quelle tipiche per l’acquisto. Il mutuo per la ristrutturazione può, infatti, essere richiesto per realizzare piccole o grandi opere (si va, ad esempio, dall’installazione di nuovi serramenti, alla riparazioni del tetto passando per la modifica strutturale dell’abitazione) ed è più semplice ottenerlo visto che in media l’importo ottenuto è più basso del normale mutuo.

Chi sceglie di stipulare questo prestito di ristrutturazione ha a disposizione i tre tassi d’interesse (fisso, variabile e variabile con cap) con un valore massimo di erogazione che attualmente, a causa della crisi, supera difficilmente il 70% dell’immobile. Mentre la durata del mutuo va dai canonici 5 anni ai 25 anni. Ma difficilmente le banche concederanno il prestito al richiedente che supererà i 75 anni alla fine della durata del mutuo.

Capitolo a parte per la documentazione. Alle normali certificazioni anagrafiche e reddituali, le banche richiedono anche il progetto edilizio. Ma se per gli interventi di manutenzione ordinaria va presentato solo il preventivo di spesa della ditta o del professionista abilitato che realizzerà i lavori di ristrutturazione, per gli interventi di manutenzione straordinaria servono il preventivo di spesa, il progetto edilizio e la Dia, vale a dire la dichiarazione di inizio attività. Mentre per la manutenzione straordinaria è necessaria la concessione edilizia in caso di ristrutturazioni con grandi opere. In quest’ultimo caso occorre presentare anche la ricevuta di versamento del contributo al Comune, se dovuto.

Quanti decidessero di ristrutturare il proprio immobile devono considerare anche la possibilità di usufruire di un altro bonus del 50%. Si tratta, in particolare, di una detrazione fiscale ai fini dell’Irpef sulle spese sostenute per gli interventi edilizi che, tra l’altro, da quest’anno non ha più scadenza. Tutti i proprietarie possono, quindi, portare in detrazione le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, per un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare che consente una detrazione massima di 48.000 euro.

Semplice l’iter burocratico da seguire: non c’è più l’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara; è stata ridotta dal 10% al 4% la percentuale della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare; è stato eliminato l’obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.

Senza sottovalutare che l’obbligo per tutti i contribuenti di ripartire l’importo detraibile in 10 quote annuali non è previsto, invece, per gli over 75 che hanno la possibilità di chiedere la ripartizione in 5 o 3 quote annuali se, rispettivamente, di 75 anni o 80 anni.

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Commenti

  • Buongiorno Signora De Rubertis, nel suo interessante articolo leggo "la durata del mutuo va dai canonici 5 anni ai 25 anni". Mi fa sapere quale banca offre un mutuo in 5 anni? Vorrei fare un surroga e non trovo nessuna banca che fa questo periodo. In ogni caso provi anche Lei a simulare un mutuo a 5 anni e vedrà. Evviva le Banche! Grazie
    scritto da Domenico Muzio il 13/10/2012
  • Gentile Domenico, come ben saprà, visto che lo vive sulla propria pelle, da oltre un anno tutte le banche hanno chiuso i rubinetti del credito o hanno alzato lo spread per scoraggiare i mutuatari a richiedere il prestito. Il consiglio è di continuare a comparare le condizioni dei diversi prodotti presenti sul mercato sia rivolgendosi direttamente presso gli sportelli bancari che sfruttando i comparatori online come Mutui.it.
    scritto da Patrizia De Rubertis il 15/10/2012

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Il profilo dell'autore

Mutuando di Patrizia De Rubertis

Romana, laureata in Scienze Politiche, giornalista professionista, si occupa da molti anni di questioni legate all’economia e alla finanza. Ha lavorato, fra gli altri, per Skytg24, MiaEconomia, Rai3. Dal 2010 è una delle inviate per il programma economico de La7 Effetto Domino.

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