Quanto costano Imu e Tasi e cosa vorrebbe dire cancellarle

Pubblicato il 9 settembre 2015

Imu e Tasi, le due famigerate tasse che incidono sulla casa, sono da tempo al centro delle cronache dopo che il premier Matteo Renzi ne ha proposto l'abolizione. L'occasione è ghiotta, soprattutto in ottica risparmio: chi ha un mutuo casa già sul groppone, non vede l'ora di liberarsi di queste due gabelle per poter risparmiare qualcosa. Anche più di qualcosa, visto che una recente indagine di Confedilizia mette in mostra l’eccezionale incremento delle tasse sugli immobili. Da sole, Imu e Tasi hanno portato nelle casse dei comuni, soltanto nel 2014, circa 25 miliardi di euro. Un bel botto, basti vedere l'Ici che, nel 2011, quando era in vigore, permise ai comuni di riscuotere “solo” 9 miliardi di euro, poco più di un terzo rispetto alle due Imu e Tasi. Se questo fa bene ai comuni non rinvigorisce certo i cittadini che, facendo due conti, hanno versato dal 2012 oltre 16 miliardi di euro in più all'anno, portando così l’ammontare totale dei due tributi a quota 94 miliardi di euro dal momento della loro imposizione.

Quanto ci costa la stangata. Sempre Confedilizia ha calcolato il rialzo dei tributi sugli immobili locati, scoprendo che, rispetto al 2011, ultimo anno di applicazione Ici, una casa affittata con un contratto libero ha pagato, nel 2015, il 157% in più di imposte patrimoniali mentre con un  contratto concordato, che comporta il vantaggio del canone agevolato, l’aumento sfiora il 300%. Una stangata non da poco, visto che poi, alle varie imposte sugli immobili, vanno sommati i tributi sul reddito da locazione e l'eventuale rata di un mutuo casa. Ancora peggio se il proprietario non riuscisse poi ad affittare la casa: l’immobile, che a quel punto non garantisce reddito, è soggetto comunque all'Irpef,  all'addizionale regionale e comunale Irpef e, appunto, all'Imu e alla Tasi. Confedilizia, dunque, è sostanzialmente d'accordo con Renzi: via Imu e Tasi. “Se si vogliono scongiurare drammatiche conseguenze sociali ed economiche drammatiche e si vuole iniziare a restituire a quanti hanno pagato più di chiunque altro in questi anni, è necessario abolire la tassazione patrimoniale. Almeno quella sulle case date in affitto come abitazioni principali, riducendo poi l’imposizione sugli altri immobili locati”, spiega Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.

Il caso Invorio. Intanto, come sempre accade in questo Paese, c'è chi fa da sé e s'inventa qualcosa pur di mettere una pezza alla situazione insostenibile. E' il comune di Invorio, 4.458 abitanti nella provincia di Novara, dove la giunta ha deciso di agevolare i contribuenti che non possono versare Imu e Tasi. Come? Consentendo che le due imposte vengano saldate realizzando lavori socialmente utili per un determinato numero di ore. La stessa giunta ha redatto un regolamento per determinare i requisiti per poter accedere alla misura: posoono, dunque, usufruirne i residenti che siano maggiorenni con un indicatore Isee non superiore a 8.500 euro, e che manifestino tributi comunali non pagati oppure che abbiano ottenuto contributi come inquilini morosi nei tre anni precedenti. I lavori riguardano manutenzione e abbellimento di aree verdi, di piazze e di strade, oppure il recupero di aree e di beni immobili inutilizzati. Uno scambio, quello tra prestazione e obbligo contributivo, che viene definito “baratto amministrativo” e che è stato introdotto  dal decreto Sblocca Italia che prevede espressamente “misure di agevolazione della partecipazione della comunità locale in materia di tutela e di valorizzazione del territorio”.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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