Mutui immobiliari a quota 408 mila nel 2019

Per un valore di 90 miliardi di euro

Mutui a quota 408 mila. La fotografia è scattata dall’Agenzia delle entrate, territorio che ha pubblicato il rapporto sui mutui 2019. Una fotografia particolare come si legge nell’introduzione, scattata prima che si abbattesse sul mercato lo shock anche economico della pandemia di Covid-19. Il valore che si ricava da questi atti, secondo le estrazioni dell’Agenzia, è pari a 90 mld di euro che rappresenta il 5% del Pil italiano.

Il report

La pubblicazione analizza gli archivi delle iscrizioni ipotecarie gestite nell’ambito della pubblicità immobiliare. L’obiettivo del Rapporto è quello di analizzare il complesso dei finanziamenti concessi a fronte di garanzia ipotecaria su immobili e di fornire alcune informazioni sulla loro destinazione di utilizzo. Per maggiori informazioni sull’andamento del mercato immobiliare è possibile essere aggiornati su Mutui.it

I valori immessi nei mutui

Il rapporto utilizza il termine di capitale di debito “estratto” dal patrimonio immobiliare. Nel 2019 si attesta intorno ai 90 miliardi di euro, dopo il minimo di 58,3 miliardi del 2014 e il massimo di 205 miliardi del 2007. Nel 2019 il capitale è stato pari al 5% del PIL italiano. “Si tratta dunque”, si legge nel documento “di importi monetari significativi”.

Interessante l’analisi di dove vanno i flussi di denaro erogati e investiti. L’ammontare di questo capitale che finanzia, nel senso che viene reinvestito in questo mercato, è pari a circa 36 miliardi di euro. “Quindi”, spiega l’Agenzia delle entrate, “il capitale “estratto” dal valore patrimoniale immobiliare ritorna in quel mercato (tipicamente l’acquisto dell’abitazione finanziato con mutuo ipotecario acceso ponendo a garanzia la stessa abitazione acquistata), per circa il 40% del totale del capitale erogato”.

Quasi 37 miliardi di euro sono invece destinati a finanziare altre attività (per lo più attività economiche dei proprietari degli immobili che vengono ipotecati). In questo caso il valore potenziale del patrimonio immobiliare si trasforma in un valore che rientra nel circuito economico attivo. Il residuo, circa 17 miliardi di euro, ha una destinazione mista.

Gli atti

Quattrocentomila gli atti sottoscritti e registrati nel corso del 2019. Il totale del valore economico registrato è stato pari a 90,2 miliardi di capitale di debito finanziato a fronte di 923.925 immobili concessi in garanzia. Ma dove si trovano gli immobili per cui è stato richiesto un mutuo? Il 22%, spiega l’Agenzia delle entrate, del capitale finanziato, quasi 20 mld arriva da atti i cui immobili sono nelle otto maggiori città italiane per popolazione.

“Circa il 17% del capitale nazionale è “estratto” da immobili ubicati a Milano (9,6%) e Roma (7%). Per le otto città, rispetto all’anno precedente in cui si è registrata una crescita del 7%, nel 2019 si osserva, un decremento sia in termini di immobili (-0,8%), che di capitale (-17,1%), quest’ultimo in misura doppia rispetto all’intero Paese.

Le uniche città che registrano un dato positivo, in termini di capitale di debito, sono Bologna (+35,9%) e Napoli (+1,5%); a Roma, Palermo e Firenze la variazione negativa è prossima al 30%”. I mutui infine, come ipotizzabile sono stipulati per finanziare il contestuale acquisto degli immobili sia che si tratti di abitazioni residenziali (467.439 immobili su cui è stato acceso un mutuo) sia che si tratti di attività finanziate con questa tipologia di contratto e per cui si è accesa un’ipoteca a garanzia ( 274.842).

24 novembre 2020 di

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