Soldi e risparmi: la pandemia spinge i più giovani alla prudenza

Over 38, invece, più cauti

Over 38, invece, più cauti

Pubblicato il 10 agosto 2021

Il post pandemia, oltre a incidere sulle abitudini di vita, sta via via modificando, in modo meno evidente ma sicuramente profondo, alcune convinzioni e in particolare il modo di guardare al futuro da parte dei giovani.  

L’emergenza sanitaria ha incrementato il senso di incertezza e di precarietà, mettendo in discussione alcune certezze già acquisite. In questo senso, l’impatto economico del Covid-19 non va letto solo basandosi sui dati relativi all’ occupazione e all’andamento dei consumi, ma va osservato attraverso una lente più ampia, come quella fornita dallo Schroders Global Investor Study 2021.

Secondo questa indagine condotta a livello globale su oltre 23 mila investitori in 32 paesi, la pandemia, incrementando la percezione del rischio, avrebbe favorito lo sviluppo, soprattutto tra i più giovani, di una nuova mentalità relativa alla gestione delle proprie risorse economiche.

A beneficiarne nei prossimi anni, anche se per ora esistono solo delle stime approssimative, potrebbero essere le decisioni di lungo periodo tra cui gli acquisti immobiliari, sostenuti o meno da mutui, gli investimenti finanziari e la stipula di polizze assicurative.

Giovani più lungimiranti

La crisi sanitaria sembra aver favorito tra gli abitanti di ogni parte del mondo una maggiore propensione a risparmiare. Dai primi risultati della ricerca Schroders Global Investor Study 2021 emerge un’accentuata attenzione dei giovani al futuro.

Più precisamente, dalla lettura dei dati relativi al nostro Paese, emerge che quasi la metà (45%) degli investitori con età compresa tra i 18 e i 37 anni intende risparmiare di più una volta che verranno meno le restrizioni legate all’emergenza sanitaria (contro il 52% rilevato tra quelli della stessa età a livello globale).

Restringendo poi l’osservazione ai soli investitori italiani della Generazione Z, tra i 18 e i 22 anni, emerge una propensione al risparmio ancora più accentuata con una percentuale del 57%, superiore anche alla media a livello globale (52%) per la stessa fascia di età.

Italiani meno formiche e più cicale

I dati in termini di crescita della consapevolezza tra i giovani dell’importanza di programmare il proprio benessere futuro contrastano con il profilo che riguarda gli investitori italiani e globali over 38 anni: solo il 32% degli italiani e il 43% a livello globale ha dichiarato che risparmierà di più dopo la pandemia.

Eliminando le distinzioni per fasce di età, risulta quindi che in media gli investitori italiani intenzionati ad aumentare i risparmi dopo la fine della crisi sono il 32% contro il 46% di quelli globali.

La generazione Z già pronta a investire

Ben il 54% degli investitori italiani tra i 18 e i 37 anni ha dichiarato che aumenterà la percentuale dei risparmi allocata agli investimenti, una volta che verranno meno le restrizioni, dato che sale fino al 71% per la Generazione Z, a fronte del 38% registrato tra gli over 38.

Parallelamente, il 54% degli investitori italiani con più di 38 anni manterrà costante la porzione di risparmi dedicata agli investimenti, contro il 31% nella fascia 18-37 e il 14% in quella 18-22.

Persistono però numerose discrepanze tra le diverse generazioni: la maggior parte degli investitori italiani over 38 (il 58%) afferma che aumenterà gli investimenti in quanto “ha fiducia nella ripresa e crede sia il momento giusto per investire”, mentre la maggioranza dei giovani investitori italiani (18-37 anni) giustifica questa decisione, in quanto “con le riaperture il reddito crescerà e ci saranno più risorse a disposizione”.

Over 38 più cauti

Queste differenze nell’attitudine verso gli investimenti si erano già manifestate nel 2020, in piena crisi pandemica, quando il 46% degli investitori tra i 18 e 37 anni contro il 30% degli investitori italiani over 38 ha aumentato la percentuale dei risparmi allocata agli investimenti, mentre all’opposto il 47% degli investitori over 38 contro il 25% degli italiani più giovani (18-37) l’ha mantenuta costante.

Tra coloro che l’anno scorso hanno investito di più, le motivazioni sono state simili: molti hanno avuto meno spese e più risorse a disposizione (55% over 38 e 43% tra i 18-37 anni) e hanno visto nella crisi un discontinuità in grado di creare molte opportunità sui mercati finanziari (43% over 38 e 50% tra i 18-37 anni).

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Il profilo dell'autore

Rosaria Barrile Rosaria Barrile, giornalista professionista nata a Milano e laureata in Scienze Politiche, ha iniziato nel 2004 ad occuparsi di prodotti e servizi bancari e assicurativi per conto di un periodico specializzato e da allora non ha mai smesso.

In passato ha collaborato, tra gli altri, con il settimanale Soldi, la testata on line Etica News e il portale dedicato alle donne alfemminile.com. Ha condotto i servizi esterni della trasmissione Salvadenaro, programma di educazione finanziaria andato in onda sul canale 7Gold. Collabora attualmente con le testate on line Lamiafinanza.it, Lamiafinanza-green.it, Lamiaprevidenza.it, Banca e Mercati, e i mensili Largo Consumo e Bluerating.

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