Imu e Tasi, attenti ai rincari

400 i comuni italiani tentati dall'aumento delle due imposte

400 i comuni italiani tentati dall'aumento delle due imposte

Pubblicato il 19 giugno 2019

Lunedì 17 è stato l'ultimo giorno utile per versare l’acconto del 50% su Imu e Tasi, le imposte sulle proprietà immobiliari, esclusa la prima casa, e sui servizi indivisibili (manutenzione strade o illuminazione pubblica). Il saldo è previsto per dicembre ma, secondo un interessante articolo di Fiorina Capozzi pubblicato sul Fatto Quotidiano del 15 giugno, potrebbe nascondere delle brutte sorprese: le aliquote, infatti, sono stabili da quattro anni ma l'ultima legge di bilancio del governo ha tolto il blocco. Risultato? I comuni, adesso, hanno facoltà di aumentare le tasse locali, anche se entro i limiti consentiti dalla legge. Brutte notizie, insomma, che non riguardano direttamente coloro che hanno sulle spalle mutui prima casa, ma che pesano comunque su quanti siano proprietari di immobili.

Tentazione rincari per 400 comuni in stato di dissesto finanziario. È pur vero che in agenda non è previsto alcun aumento per le due tasse che, da sole, assicurano allo Stato oltre 20 miliardi di introiti. Ma si sa, la tentazione fa l'ente pubblico avido. Nessun timore per quanti vivono in comuni che applicano già aliquote massime; per gli altri, invece, l’aumento delle tasse è parecchio probabile. Va tenuto conto che in Italia oltre 400 comuni sono in stato di dissesto o di predissesto: basta questo per immaginare come gli amministratori locali non aspettino altra occasione per incassare qualche euro in più. Un po' quello che sta già accadendo con l'Irpef locale: lo sblocco delle addizionali previsto dall'ultima legge di bilancio ha già prodotto, secondo il Sole24Ore, aumenti in 600 Comuni.

Tenere d'occhio l'aliquota sul sito del ministero dell'Economia. Per quanto riguarda l’acconto Imu e Tasi, in preparazione del saldo si può verificare l’aliquota che verrà applicata dalle delibere comunali, le quali devono essere pubblicate dalle amministrazioni pubbliche entro il 28 novembre e che sono visibili sul sito del ministero dell’Economia. Nel frattempo, bisogna sapere che, anche quest’anno, esistono delle esenzioni: l'Imu non è dovuta, per esempio, in caso di terreni agricoli se il proprietario è un coltivatore diretto. È esente, inoltre, la prima casa, a condizione però che non si tratti di abitazione di lusso, nel qual caso si applica l’aliquota deliberata dal Comune più la detrazione fissa di 200 euro. Chi possiede una sola casa, che però non è residenza e dimora abituale del proprietario, per lo Stato possiede una seconda casa: per questo il proprietario deve pagare l’imposta. Esenti da Imu e Tasi sono anche le abitazioni del personale delle forze dell’ordine (in questo caso indipendentemente dalla residenza) e quelle degli anziani che si siano trasferiti in case di riposo (a patto che l’immobile non sia stato affittato). Ancora: sono esenti i proprietari di immobili situati in aree colpite dal terremoto.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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