I vantaggi della paghetta

9 dicembre 2014

Chi riceve la paghetta da bambino diventa un ottimo risparmiatore da adulto

Ricevere la paghetta da bambini? Ci fa diventare adulti più responsabili e meno indebitati. Ecco i risultati, resi noti solo qualche tempo fa, di un divertente ed interessante studio condotto da ING Direct, la prima banca online in Italia per numero di clienti, su un campione di 12.000 dei suoi clienti attraverso 13 paesi della zona europea.

Ebbene, è tutto merito della paghetta data dai genitori se da adulti si è capaci di gestire in maniera oculata la propria liquidità, monitorando costantemente le proprie spese, e con una minore propensione, almeno in linea teorica, di trovarsi con il conto in banca fatalmente prosciugato.

Oltre la metà di coloro che hanno dichiarato di ave ricevuto da giovani questo “piccolo stipendio” (55%) dichiara di mettere, ad oggi, da parte somme di denaro in maniera regolare. La paghetta perciò sembra essere un valido strumento che permette ai destinatari di sviluppare una capacità di pianificazione a lungo termine come ad esempio la scelta di accendere un mutuo che richiede un’idea ben chiara sin dal primo momento dell’impegno economico al quale si va incontro, per non rischiare di trovarsi in situazioni particolarmente difficili.

Anche da parte dei genitori l’erogazione di piccole somme ai propri figli risulta essere un approccio vincente per educarli correttamente in un’ottica di risparmio: un buon 70% del campione ritiene che così la propria prole potrà diventare autosufficiente.

Il Paese che risulta essere più ben disposto a questo tipo di approccio sembra essere la Turchia con ben il 95% dei genitori che “erogano” la paghetta. Noi italiani ci posizioniamo al quinto posto della classifica ma in media siamo i più generosi in termini di entità della somma.

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    Il profilo dell'autore

    Francesca Lauritano Francesca Lauritano, dopo una formazione iniziale di stampo umanistico ha deciso di indirizzare i suoi studi nel campo della comunicazione e del marketing attraverso un Master in Comunicazione d’Impresa.

    Un percorso lavorativo variegato e trasversale: da archeologa a community manager, attualmente si sta occupando di ufficio stampa e media relations. Parallelamente sta approfondendo i suoi interessi per ciò che riguarda la comunicazione sul web e sui social.