Mutui, la soluzione inglese al “caro casa”

Pubblicato il 23 September 2014

Mentre in Italia il mercato immobiliare stenta a decollare, altrove in Europa  si sperimentano soluzioni alternative per consentire alle famiglie di comprare casa con un mutuo.

Per  rendere più semplice l’accesso ai mutui in Gran Bretagna, che ha registrato negli ultimi tempi una forte crescita del prezzo delle abitazioni, si è deciso di intervenire con un programma denominato Help to Buy che prevede due formule di finanziamento, Equity Loan e Mortgage Guarantee .

In entrambi gli schemi il prezzo massimo dell’abitazione non può superare le 600 mila sterline e l’acquirente deve essere in grado di coprirne di tasca propria almeno il 5%.

Nello schema “Mortgage Guarantee” l’agevolazione pubblica consiste nel rilascio di una fideiussione per un importo del capitale mutuato pari fino al 15% del prezzo dell’abitazione.

Anche se per il bilancio definitivo bisognerà attendere il 31 dicembre 2016, quando lo strumento cesserà di essere operativo, per ora questo sistema non ha portato ai risultati sperati dal Governo inglese. E il perché è presto detto.

Anche se dal lato delle famiglie questo meccanismo consente di ottenere un mutuo con un loan to value, ovvero un  tasso di copertura del valore del mutuo, di 15 punti percentuali più elevato rispetto a quanto concesso dalla banca, dall’altro lato però non ha offerto agli istituti di credito del Paese quanto sperato in termini di copertura del rischio.

In pratica, per le banche inglesi, oltre alla scarsa percentuale di copertura del rischio, la fideiussione lascia scoperta l’eventuale morosità relativa al pagamento delle rate del mutuo: a essere coperta infatti è solo l’eventuale perdita derivante dalla vendita della casa successiva al pignoramento.

Sta invece riscuotendo successo l’altra tipologia di finanziamento, l’ “Equity Loan”:  in questo caso il prestito pubblico può arrivare a coprire fino al 20 per cento del prezzo dell’abitazione. Sull’importo concesso non grava alcun interesse per i primi cinque anni; a partire dal sesto anno è calcolato con un tasso dell’1,75%, che aumenta ogni anno dell’1% oltre l’inflazione.

Ma anche questa tipologia di sostegno pubblico alla concessione dei mutui può avere per le famiglie degli effetti collaterali poco piacevoli. In qualunque momento si decida infatti di restituire il prestito, l’importo sarà calcolato applicando la percentuale del prestito ricevuto al valore corrente dell’abitazione: più tardi si salda il debito, e più tale valore rischia di essere elevato.

Con la legge di bilancio per il 2014, il Governo ha spostato la scadenza di questo schema di finanziamento dal 2016 al 2020, portando la dotazione a 6 miliardi di sterline per incentivare l’acquisto di 120mila abitazioni. Nei primi nove mesi dal lancio del finanziamento si sono concluse circa 13mila operazioni di cui il 90% destinate all’acquisto della prima casa

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Il profilo dell'autore

Rosaria Barrile Rosaria Barrile, giornalista professionista nata a Milano e laureata in Scienze Politiche, ha iniziato nel 2004 ad occuparsi di prodotti e servizi bancari e assicurativi per conto di un periodico specializzato e da allora non ha mai smesso.

In passato ha collaborato, tra gli altri, con il settimanale Soldi, la testata on line Etica News e il portale dedicato alle donne alfemminile.com. Ha condotto i servizi esterni della trasmissione Salvadenaro, programma di educazione finanziaria andato in onda sul canale 7Gold. Collabora attualmente con le testate on line Lamiafinanza.it, Lamiafinanza-green.it, Lamiaprevidenza.it, Banca e Mercati, e i mensili Largo Consumo e Bluerating.

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