Rialzo dei prezzi e aree “intoccabili”, dove è quasi impossibile comprare casa
17 mar 2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da Cecilia Pierami

Le grandi città italiane stanno diventando sempre più care. Non solo per gli affitti, ma anche, e soprattutto, per chi vuole acquistare. Le stime diffuse dall’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), nel corso del convegno “Città da vivere. Come rilanciare il modello della città italiana”, mostrano infatti quanto il rialzo dei prezzi abbia spinto interi quartieri fuori dalla portata del ceto medio.
A Milano, anche con 59mila euro l’anno, la rata del mutuo arriva a mangiare il 35% del reddito. Tradotto: più di un terzo dello stipendio finisce ogni mese alla banca. E siamo oltre quel 30% che, nei parametri del credito, rappresenta la soglia di equilibrio. Superarla significa avere meno margine e quindi meno capacità di assorbire imprevisti. Non va meglio altrove. A Roma, con circa 33mila euro annui, la rata pesa per il 36%. A Torino, con 32mila euro, si è al 30%, proprio sul limite. A Napoli, con 26.700 euro, l’incidenza è del 34%. Percentuali che raccontano una cosa semplice: i prezzi delle case sono cresciuti più velocemente degli stipendi.
Quando la rata supera un terzo del reddito, l’acquisto smette di essere una scelta serena e spesso diventa un impegno rigido, lungo, poco flessibile e quindi decisamente poco gestibile. Basta infatti un aumento delle spese quotidiane o un cambio nella situazione lavorativa per mettere sotto pressione il bilancio familiare.
Non si parla di redditi bassi, ma di lavoratori con entrate stabili, spesso a tempo indeterminato: insegnanti, infermieri, dipendenti pubblici, personale dei trasporti. Figure indispensabili alla vita urbana che, però, faticano a permettersi un’abitazione nelle zone dove lavorano. Tanto che, secondo la presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi, Irene Tinagli, a Milano “hanno iniziato a tagliare le corse dei mezzi pubblici perché mancano autisti e tranvieri, così come mancano insegnanti, infermieri e poliziotti: persone con stipendi che non sono in grado di affrontare i costi dell’“abitare”. A causa dei prezzi elevati, rispetto agli stipendi medi, di fatto alcune zone diventano “intoccabili”: non perché manchino le case, ma perché il loro prezzo le rende fuori portata per una parte sempre più ampia di famiglie.
Le città più attrattive mostrano inoltre divari marcati nella distribuzione della ricchezza. A Milano la fascia più ricca guadagna 27 volte più di quella più povera. A Roma 18 volte, a Torino 15, a Napoli 13. La distanza economica si riflette sul mercato immobiliare: quartieri centrali e ben collegati continuano a salire di valore, mentre per molti l’unica alternativa resta spostarsi sempre più lontano.
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