Parte il nuovo Fondo di Garanzia

Fondo di Garanzia, parte seconda. Il protocollo di adesione è pronto, ed è stato firmato da Abi e Ministero del Tesoro. Le banche che aderiranno avranno 30 giorni per renderlo operativo, e per aprire le porte ai clienti che vorranno accedere alle nuove garanzie offerte dallo Stato per l’acquisto di una prima casa.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 settembre, il nuovo Fondo di Garanzia stanzia 650 milioni di euro (gestiti da Consap, concessionaria assicurativa controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) fino al 2016 a copertura delle agevolazioni sui mutui prima casa o ristrutturazione concessi ad alcune categorie a rischio di insolvenza.

A fare domanda in realtà potranno essere tutti coloro che desiderano acquistare la loro prima casa, e non possiedono altri immobili se non ereditati, ma ad avere la precedenza saranno le giovani coppie, gli under 35 con contratti precari, le famiglie monogenitoriali con figli minori, i conduttori di case popolari.

Le agevolazioni consistono in tassi agevolati (in particolare, con Teg inferiore al Taem) e una garanzia da parte dello Stato fino al 50% della quota capitale del mutuo, fino a un massimo di 250 mila euro, purché in ballo non ci sia un immobile identificabile come “di lusso”.

In questo modo, cioè agevolando il credito da parte di soggetti che non hanno ancora osato avvicinarsi a una banca per chiedere un mutuo temendo di essere malamente respinti, nelle intenzioni del legislatore, si potrebbero sbloccare risorse immobiliari fino a 20 miliardi di euro.

In caso il mutuatario riesca ad accedere alla garanzia, ma dovesse poi rivelarsi comunque insolvente, la banca lascerà trascorrere 90 giorni a partire dall’ultima rata non pagata, o pagata solo parzialmente, e poi informerà la Consap. Intanto, entro i 12 mesi successivi, l’istituto di credito invierà all’insolvente una lettera di sollecito del pagamento, e se questo non avviene entro sei mesi, potrà chiedere l’intervento della garanzia statale, che andrà a beneficio della banca stessa.

Il mutuatario a quel punto dovrà restituire le somme pagate dal Fondo alla banca, più gli interessi maturati fino alla scadenza del contratto (a questo punto, quindi, conviene non smettere di pagare…).

Qualora la difficoltà di portare a termine i rimborsi fosse in effetti troppo grande, accanto al Fondo di Garanzia per le Banche c’è sempre il Fondo di Solidarietà per i mutuatari, che consente la sospensione del pagamento della rata del mutuo fino a 18 mesi in caso di perdita del lavoro, di morte, handicap o invalidità almeno all’80% di un intestatario del mutuo.

Tutto questo dovrebbe costituire un cuscinetto per il settore dei mutui, che in effetti, complice il taglio dei tassi, il calo degli spread bancari anche sotto il 2% e il conseguente moltiplicarsi delle offerte, e i vari aiuti statali già in atto, ha visto un aumento intorno all’8% delle domande di finanziamento (anche se sono calati gli importi richiesti).

Attenzione però: anche le migliori offerte di finanziamento tendono ad essere molto selettive. I mutui a tasso più vantaggioso sono infatti destinati a coloro che hanno un merito di credito più alto, e che chiedono mutui oltre la scadenza ventennale. Per gli altri, al massimo, ci sono le agevolazioni statali, purché si riesca ad ottenerle.

10 ottobre 2014 di

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