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Bonus energia e interventi antisismici: novità sullo sconto fiscale

Bonus energia e interventi antisismici: novità sullo sconto fiscale

30 luglio 2019

La detrazione può diventare uno sconto immediato

Novità in arrivo per chi ha in mente o in corso interventi di ristrutturazione legati all’efficientamento energetico (bonus energia) con o senza mutuo ristrutturazione casa o interventi antisismici. La legge 54/19 (legge di conversione del decreto-legge 34/19, cosiddetto decreto crescita) ha introdotto una nuova opzione per il contribuente: egli può trasformare il diritto alla detrazione in una cessione di credito anticipata dal fornitore.

Più precisamente è stato stabilito (per chi fosse interessato ad approfondire il riferimento normativo è l’articolo 10 comma da 1 a 3 della legge 54/19) per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico di ricevere, invece della detrazione, un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l'intervento.

Come? Sotto forma di sconto sul corrispettivo che dovrebbe versare per i lavori. A sua volta questo anticipo/sconto al contribuente è recuperato dal fornitore sotto forma di credito d'imposta, di pari ammontare, da utilizzare in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, senza l'applicazione dei limiti di compensabilità.

Per avere lo sconto immediato ci deve essere l’accordo di entrambe le parti; il fornitore non è obbligato ad accettare quello che per lui si tradurrebbe in un anticipo di cassa.

A loro volta, in una sorta di catena, i fornitori che hanno effettuato le tipologie di intervento in oggetto possono optare di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi. Stessa procedura della doppia cessione è concessa ai beneficiari delle detrazioni che derivano dall’installazione di impianti basati sull’impiego di fonti rinnovabili e di energia. La legge fa espresso divieto di cedere questi crediti a banche o istituti finanziari.

L’ipotesi introdotta è un ampliamento della cessione del credito che già esisteva. Ricordiamo, infatti, che dal 1° gennaio 2016 è stato introdotto il meccanismo della cessione del credito che nel tempo ha subito modifiche, per cui le regole da osservare sono diverse a seconda dell’anno in cui sono stati effettuati gli interventi. I cambiamenti hanno riguardato sia gli interventi per i quali è consentita la cessione del credito, che la tipologia di contribuenti.

Se non si ha voglia di procedere alla cessione del credito, ricordiamo che la detrazione spetta in percentuale variabile a seconda dell’intervento tra il 50% fino al 65% ed è restituita in rate su un arco temporale di 10 anni in dichiarazione.

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    Il profilo dell'autore

    Mutuando di Cristina Bartelli

    Calabrese, ma da tempo trapiantata a Milano, è giornalista professionista dal 2004. Lavora per ItaliaOggi scrivendo del Fisco in ogni sua forma. Ha fatto incursioni su Classcnbc e Tgcom per raccontare le novità di manovra di bilancio, sanatorie fiscali e storie di elusione. Modera convegni e tavole rotonde su temi come l’antiriciclaggio, la pianificazione fiscale e gli adempimenti con l’agenzia delle entrate.