Affitti in Italia, domanda alta e offerta che non basta: tra necessità e opportunità
14 apr 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Cecilia Pierami

Il mercato degli affitti in Italia continua a muoversi su livelli sostenuti, ma lo fa dentro un equilibrio sempre più fragile. I dati più recenti del 1° Rapporto sul Mercato Immobiliare 2026 e del 18° Rapporto sull’Abitare di Nomisma raccontano infatti una realtà che mostra segnali di tensione sempre più evidenti. Nel 2025 i contratti di locazione hanno superato il milione, con una crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma come la domanda resti elevata e continui ad assorbire rapidamente l’offerta disponibile.
Perché cresce la domanda di affitto
Per molte famiglie l’affitto però non rappresenta una scelta, quanto una necessità: acquistare casa è diventato più difficile a causa dei prezzi elevati e delle condizioni di accesso al credito. Secondo il Rapporto sull’Abitare di Nomisma, oltre il 53% degli affittuari è infatti in locazione per mancanza di risorse, non per preferenza. Inoltre le famiglie che restano in affitto per periodi più lunghi sono aumentate sensibilmente, segno che quello che un tempo era un passaggio temporaneo oggi diventa una condizione stabile.
Canoni in aumento e offerta limitata
Quando la domanda resta alta e l’offerta non riesce a stare al passo, i prezzi inevitabilmente si muovono. Nel 2025 i canoni di locazione sono infatti cresciuti in media del 3,4%, confermando un ciclo espansivo ormai consolidato. Il punto critico, però, non è tanto la crescita dei canoni in sé, quanto la difficoltà di trovare un equilibrio tra domanda e disponibilità di immobili. L’offerta resta limitata e, anche quando nuove unità tornano sul mercato l’impatto è troppo contenuto per modificare davvero il quadro generale. Questo squilibrio si riflette anche sui tempi: serve in media poco più di un mese e mezzo per affittare un’abitazione, segno di un mercato molto rapido e competitivo.
Un mercato veloce (e sempre più selettivo)
La velocità con cui gli immobili vengono assorbiti è uno degli indicatori più chiari dello stato del mercato. Le case disponibili restano poco tempo sul mercato e chi cerca si trova spesso a dover decidere in tempi brevi, con margini di scelta ridotti. Allo stesso tempo, cresce l’attenzione alla sostenibilità economica. A fronte di una capacità di risparmio che si sta riducendo, le famiglie sono sempre più attente al rapporto tra canone e reddito, che si attesta in media del 31% nel Nord-Ovest, del 34% nel Centro e fino al 41% nel Sud e nelle Isole.
Rendimenti elevati e interesse degli investitori
Dal punto di vista degli investimenti, il segmento della locazione continua a offrire rendimenti interessanti. Il rendimento medio lordo annuo si attesta all’8,4%, considerando sia i canoni sia la crescita dei valori immobiliari. È uno degli elementi che contribuiscono a mantenere elevato l’interesse per il mattone, anche in una fase in cui il mercato è meno espansivo rispetto agli anni immediatamente successivi alla pandemia.
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