Tornano le aste immobiliari

Nel 2022 ci si aspetta il ritorno a volumi pre-pandemia

Nel 2022 ci si aspetta il ritorno a volumi pre-pandemia

Pubblicato il 28 January 2022

Che fine hanno fatto le aste immobiliari? Non stanno male, dicono i dati, anzi danno segni di risveglio dopo un po' di letargo. L'annus horribilis 2020 è alle spalle: appena 117.375 sono state le procedure realizzate, più o meno la metà dei quelle del 2019, con una perdita anno su anno da 6,6 miliardi di euro.

Il 2021 secondo il report Aste 2021 di AstaSy Analytics di Npls Re_Solutions, era iniziato male, stante la chiusura dei tribunali, ma ha recuperato terreno chiudendo con 185.555 aste immobiliari in Italia riferite a 126.425 lotti in vendita: in pratica, 345 aste al giorno, 15 ogni ora. Un andamento che, in parte, replica quello dei mutui prima casa per cui il 2021 è stato un anno di transizione verso la ripresa definitiva.

Lombardia regina delle aste

Dall'indagine risulta che la prima regione per aste immobiliari 2021 si è confermata la Lombardia, con il 18,63% delle procedure, seguita dalla Sicilia (9,95%), dal Lazio (7,64%), dalla Toscana (6,82%) e dal Veneto (6,72%). Cinque regioni che, insieme, rappresentano il 50% circa delle esecuzioni italiane.

Aste 2021, +58% sul 2020 ma -27% sul 2019

Nel 2021, però, sono state 206.367 le aste immobiliari in meno da inizio pandemia: il valore stimato delle vendite mancate è pari a 8 miliardi di euro.

Rispetto al 2020 l'aumento delle aste è stato del 58% anche se è ancora pesante il crollo rispetto al 2019: -27%. L'anno scorso, inoltre, secondo Reviva è cambiata la natura degli immobili in asta: il 38,7% è non residenziale (laboratori, uffici, locali commerciali, alberghi), più difficile da vendere cosa che ha determinato un'ulteriore perdita di liquidità.

L'anno della ripresa

Nel 2022 ci aspettiamo che si ritorni a volumi vicini al 2019 - spiega Giulio Licenza, co-founder di Reviva - Gli ultimi due mesi del 2021 hanno evidenziato un volume vicino agli ultimi due mesi del 2019, cosa che fa ben sperare”.

Sul mercato gli immobili post crisi

Due i fattori chiave della ripresa delle aste nel 2022. Il primo: entro un paio di trimestri, quindi entro l'estate, arriveranno sul mercato gli immobili che sono appartenuti a quanti, purtroppo, sono stati investiti dalla crisi pandemica. L'aumento dell'offerta dovrebbe portare all'incremento delle aste.

Il futuro delle aste è telematico

L'aumento delle aste svolte in modalità telematica o mista. Secondo Reviva, dall'inizio della pandemia, questo tipo di incanto è aumentato in media del 185% rispetto alle aste in presenza: per questo la transizione mostra di essere un processo destinato a proseguire e a crescere in questo segmento di mercato.

Nuove aste dal 2023

“A partire dal 2023 - sottolinea Licenza - ci aspettiamo l'ulteriore aumento sia delle procedure esecutive che delle nuove aste, dovute all’aumento degli NPLs causati dalla pandemia”.

Secondo Reviva, in sostanza, dal 2023 aumenteranno di nuovo le procedure, frutto, anche, dei nuovi default che metteranno sul mercato un maggior numero di immobili in asta.

Per far riprendere in pieno il settore occorrerà, però, sostiene Reviva, implementare gli asset tecnologici per industrializzare i processi, focalizzandosi solo su attività di alto valore. Bisognerà, inoltre, migliorare gli strumenti di marketing, in modo che, alla nuova offerta non faccia seguito un calo delle vendite (e dei prezzi).

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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