Non solo superbonus: le alternative per ristrutturare casa

10 settembre 2020

Non solo Superbonus: le alternative per ristrutturare casa

Ecco tutti gli incentivi ancora validi

Ecco tutti gli incentivi ancora validi

Non è certo una consuetudine avere un credito d'imposta superiore alla spesa. È quello che è successo con il cosiddetto superbonus: un incentivo che vale il 110% di quanto sborsato per ristrutturare casa. I vantaggi sono tanti e indubbi, soprattutto perché il bonus, anziché aspettare le dichiarazioni dei redditi dei prossimi anni, può essere di pronto uso grazie allo sconto in fattura o al trasferimento del credito a una banca. Accanto ai vantaggi, però, ci sono alcuni vincoli, ad esempio i tempi (i lavori devono essere completati entro il 31 dicembre 2021) o i progressi di almeno due classi energetiche.

In un mercato immobiliare che deve fare i conti anche con mutui e compravendite dal futuro ancora nebuloso, ristrutturare sfruttando gli incentivi sarà probabilmente la strada maestra per molte famiglie. E anche se il bonus al 110% è l'incentivo di maggiore appeal, ce ne sono altri che rappresentano valide alternative, soprattutto perché hanno vincoli applicativi meno stringenti.

L'articolo 16 bis del Tuir incentiva il recupero del patrimonio edilizio con una detrazione Irpef del 50% sulle manutenzioni straordinarie (e ordinarie per le parti comuni di edifici residenziali), il restauro e la ristrutturazione di “singole unità immobiliari”, con un tetto di spesa di 96.000 euro.

Il superbonus al 110% non ha cancellato i suoi predecessori: ecobonus e sismabonus. Restano quindi attivi (con la possibilità di affiancarli al superbonus) gli incentivi per il miglioramento dell'efficienza energetica (anche senza il salto di due classi) e della tenuta sismica. Le aliquote variano dal 50 al 85%.

Una novità introdotta nel 2020 è il bonus facciate, che assicura uno sconto del 90%. L'incentivo si rivolge a interventi di recupero e restauro della facciata esterna (anche con pulizia e tinteggiatura) degli edifici di centri storici e aree parzialmente edificate.

Il superbonus copre – tra le altre cose - le spese per l'installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici (a patto che sia inclusa in un intervento più ampio). Anche in questo caso, c'è un bonus preesistente e ancora in vigore: l'agevolazione è del 50%, recuperabile in dieci anni. Ne possono usufruire tutti i contribuenti e ogni tipologia di immobile.

Vale il 50% della spesa, recuperabile come detrazione Irpef, anche il bonus mobili: uno sconto su arredamento e grandi elettrodomestici che siano di classe energetica non inferiore ad A+. In vigore c'è anche il bonus verde: detrazione Irpef al 36% su una spesa massima di 5 mila euro per la sistemazione di aree verdi.

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    Il profilo dell'autore

    Paolo Fiore Giornalista professionista e leccese in trasferta: Bologna, Roma, New York, Milano. Dopo la Scuola di giornalismo Walter Tobagi, ha scritto per Affaritaliani, MF-Milano Finanza, l'Espresso, Startupitalia e Skytg24.it. Si occupa di economia e innovazione per Agi, FocuSicilia e collabora con il gruppo Rcs.