Mutui prima casa, tempi più lunghi per detrarre gli interessi

Si parla di causa di forza maggiore

Si parla di causa di forza maggiore

Pubblicato il 29 ottobre 2020

Tempi più lunghi per detrarre gli interessi sui mutui per l’acquisto della prima casa, ma solo per chi non è riuscito a entrare nell’immobile nei tempi previsti dalla legge per effetto della pandemia.

A stabilirlo è l’Agenzia delle Entrate che è intervenuta a chiarire alcuni dubbi di natura pratica a seguito della segnalazione di un contribuente.

La precisazione del fisco è arrivata a seguito di una richiesta di chiarimenti inviata da un contribuente che aveva acquistato un’unità immobiliare adiacente alla propria abitazione con l’obiettivo di accorpare le due strutture in un’unica casa (istanza di interpello 485 del 15 ottobre 2020). Per acquistare l’immobile, il contribuente aveva sottoscritto un mutuo ipotecario facendo affidamento sulla detrazione degli interessi passivi (possibile però solo dopo aver ottenuto a livello catastale l’accorpamento delle due unità immobiliari).

Ma affinché la detrazione sia possibile occorre rispettare tempistiche ben precise: entro 12 mesi l’acquirente deve trasferire la propria residenza nel nuovo immobile (o in quello “accorpato”, come nel caso in questione), pena la perdita dei benefici. L’emergenza sanitaria però ha impedito al contribuente di poter trasferire la propria residenza nella nuova abitazione “accorpata” dato che i lavori per effetto del lockdown non hanno potuto essere completati entro l’anno dall’acquisto.

A quel punto, il contribuente ha sostenuto davanti all’Agenzia delle Entrate di aver diritto ai benefici previsti dall’articolo 24 del Decreto-legge 8 aprile 2020 (il cosiddetto “Decreto liquidità”), che prevede la proroga di 213 giorni per tutti gli adempimenti fiscali legati alla prima casa.

Un’interpretazione che l’Agenzia delle Entrate ha però ritenuto opportuno precisare meglio. “Nel caso di specie si ritiene possibile accedere alla detrazione in esame, a condizione che sussistano tutti gli altri presupposti previsti dalla norma e, in particolare, che l’acquisto dell’immobile sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo alla data di stipulazione del contratto di mutuo”.

Secondo la legislazione attualmente vigente in Italia, infatti, l’acquirente ha due anni di tempo dall’acquisto per trasferire la propria residenza nel caso in cui l’immobile sia oggetto di lavori di ristrutturazione. Come si legge però nel parere fornito dall’Agenzia delle Entrate all’istanza di interpello, “nella fattispecie in esame si configura una causa di forza maggiore rappresentata dall’emergenza epidemiologica che non esclude, in linea di principio, la spettanza della detrazione”.

Per questo “il contribuente potrà fruire di una proroga del termine per un tempo corrispondente alla durata della causa di forza maggiore (dal 23 febbraio al 2 giugno 2020) che ha impedito o rallentato le attività propedeutiche alla destinazione dell’immobile a dimora abituale”.

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Il profilo dell'autore

Rosaria Barrile Rosaria Barrile, giornalista professionista nata a Milano e laureata in Scienze Politiche, ha iniziato nel 2004 ad occuparsi di prodotti e servizi bancari e assicurativi per conto di un periodico specializzato e da allora non ha mai smesso.

In passato ha collaborato, tra gli altri, con il settimanale Soldi, la testata on line Etica News e il portale dedicato alle donne alfemminile.com. Ha condotto i servizi esterni della trasmissione Salvadenaro, programma di educazione finanziaria andato in onda sul canale 7Gold. Collabora attualmente con le testate on line Lamiafinanza.it, Lamiafinanza-green.it, Lamiaprevidenza.it, Banca e Mercati, e i mensili Largo Consumo e Bluerating.

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