Mutui: la normativa va adeguata agli altri Stati dell'UE

Pubblicato il 7 February 2014

Prima è arrivato il nulla osta del Parlamento Europeo, ora anche il Consiglio dei Ministri italiano ha dato il via libera alle nuove regole sui mutui, facendo partire le nuove direttive. L’approvazione definitiva delle regole sui mutui europei da parte dell’Ecofin rappresenta il vero tentativo di voltare pagina, di mettere finalmente fine alle (tante) regole scorrette che, nel 2008, hanno avuto come effetto primario lo scoppio del credit crunch.

Il primo obiettivo che si sono posti i legislatori dell'Ue sembra essere quello di allontanare sempre più dal Vecchio Continente il rischio mutui subprime. Non a caso, la lunga serie di misure approvate dal Parlamento Europeo (e dal Consiglio dei Ministri di Roma) mira a rendere più trasparenti i mutui per la casa mettendo fine alle pratiche scorrette degli istituti di credito.

Secondo le nuove direttive, adesso il sequestro della casa gravata da ipoteca diventa veramente solo l'ultima risorsa delle banche. La necessità primaria a cui le nuove norme danno attuazione, infatti, sembra essere proprio quella della maggiore trasparenza possibile nelle trattative con le banche, le quali dovranno fornire obbligatoriamente al richiedente un modulo standard che riporti la descrizione dei rischi, compreso il costo totale del mutuo e tutte le possibili conseguenze finanziarie che si possono avverare a lungo termine.

I futuri mutuatari, da parte loro, hanno a disposizione sette giorni di tempo dal momento in cui prendono visione del prospetto a quello in cui appongono la firma, e sette giorni per esercitare il diritto di recesso dopo avere firmato.

I termini entro cui il mutuo può essere concluso devono essere adeguati alle condizioni finanziarie del cliente: in materia comunque viene lasciata una qualche discrezionalità alle banche, esercitabile in base all’eventuale rapporto di fiducia che si sia già stabilito col cliente stesso. Inoltre è anche previsa l’abolizione delle penalità per rimborso anticipato.

Altra novità: in caso di pignoramento dell'abitazione dovrà essere prevista una soluzione abitativa alternativa a favore di chi perde la  casa.

In base alle nuove norme che sono state approvate provvisoriamente dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dei Ministri del governo Letta, gli acquirenti di immobili dovranno venire informati meglio sia sui costi che sui rischi legati alla sottoscrizione del mutuo: in questo modo saranno protetti (parzialmente) dalle oscillazioni di mercato che possono portare gli istituti di credito a gonfiare le rate e meglio difesi anche in caso di mancato rimborso del prestito.

La legislazione andrà a coprire le ipoteche sugli immobili residenziali, su quelli che comprendano uno spazio adibito a ufficio e sui terreni edificabili. Verranno in seguito introdotti alcuni requisiti specifici per segnare al meglio le differenze tra mutui nazionali dei singoli Stati membri e dei vari mercati immobiliari, anche se è pacifico che le informazioni per gli acquirenti andranno presentate in formato unico e coerente in tutta l’Ue. I contraenti di un mutuo in territorio Ue devono ricevere informazioni comparabili sui prodotti disponibili: tra queste il costo totale del mutuo e le conseguenze finanziarie previste dal prestito nel lungo periodo.

Sono inoltre state inserite nella bozza di normativa per i mutui europei, alcune norme più flessibili, come quella che stabilisce il diritto del mutuatario a rimborsare il mutuo, con modalità diverse che verranno decise dagli Stati membri, oppure il diritto del creditore a un indennizzo equo nel caso di rimborso anticipato. Sarà comunque vietato chiedere al mutuatario di pagare delle penali per il rimborso anticipato.

In base alle nuove norme, nel caso di mutui erogati in valuta estera, il richiedente, prima ancora della firma del contratto, va informato che l’importo delle rate potrebbe aumentare. In alternativa, può essere consentito al mutuatario di cambiare la valuta, a certe condizioni e a un tasso di cambio che sia indicato nel contratto di prestito.

Infine, tra le nuove norme è stata aggiunta quella che prevede la restituzione delle garanzie (come ad esempio la stessa proprietà del bene), sufficiente a rimborsare il finanziamento stante la condizione che creditore e debitore lo abbiano accettato esplicitamente nel contratto. Se il beneficiario non rimborsa il mutuo, la nuova legislazione deve includere i requisiti per poter vendere la proprietà in modo da ottenere il miglior prezzo possibile; questo per agevolare il rimborso del residuo del debito, proteggendo i consumatori e prevenendo un loro eccessivo indebitamento protratto per lunghi periodi.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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