La tassa sui rifiuti aumenta, ma il servizio non è all'altezza

Solo alcune regioni al di sopra del livello di sufficienza

Solo alcune regioni al di sopra del livello di sufficienza

Pubblicato il 11 settembre 2019

L'Italia a due velocità mette in mostra, a fine di questa estate, un mercato dei mutui prima casa in discesa (-7% ad agosto, secondo l'ultimo Barometro Crif), mentre vola la tassa sui rifiuti. La Tari, che nel 2018 è arrivata a toccare 9,5 miliardi di euro, continua ad aumentare dal 2010, cioè da quando era a 5,4 miliardi di euro: un bel +76% in 8 anni. Aumenta, ovviamente, anche il peso pro-capite della tassa sui rifiuti che, in media, tocca i 175 euro a livello nazionale, pur se quasi tutte le Regioni segnano cifre molto più alte. I dati arrivano dall’Osservatorio tasse locali di Confcommercio e indicano che, nel nostro Paese, la spazzatura si paga sempre di più. Il servizio, però, soltanto raramente è all’altezza della spesa richiesta a imprese e cittadini.

La Tari più alta è nel Lazio, con 261 euro pro-capite. Si tratta di un esborso che continua a salire e se, fra le attività che pagano di più, svettano le imprese di ortofrutta, i fiorai e le pescherie, mentre gli aumenti più alti vanno ascritti a discoteche, ristoranti, negozi di abbigliamento e librerie, aumenta in modo generalizzato anche la Tari pro-capite. La più alta in assoluto è la Tari pagata dagli abitanti del Lazio, con 261 euro; seguono l'Umbria (243 euro) e la Liguria (225 euro). Sotto la media nazionale dei 175 euro, invece, ci sono soltanto Lombardia, Marche e Veneto. Secondo Confcommercio, “una delle cause principali dell’aumento dei costi di gestione dei rifiuti è lo scostamento dai fabbisogni standard. In Piemonte, in Basilicata e in Calabria si registrano gli scostamenti maggiori, mentre Toscana e Abruzzo sono le regioni più virtuose”.

Non è solo una questione di costi. L'altra nota dolente, infatti, è la qualità del servizio. Sempre la nota di Confcommercio sostiene che “a fronte dei costi sempre più alti, calano sia il livello che la quantità dei servizi offerti dalle amministrazioni locali. Soltanto 5 regioni - scrive Confcommercio - si collocano sopra il livello di sufficienza: Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto. Nonostante ciò - dice ancora Confcommercio - si continuano ad applicare coefficienti tariffari in crescita. Il crescente aumento dei costi di gestione dei rifiuti evidenzia come nella tassazione continuino a rimanere inserite voci di costo improprie, a copertura delle inefficienze locali di gestione”.

Ed ecco che sotto i riflettori arriva la fiscalità, quella legata alla gestione dei rifiuti. In questo senso, Confcommercio chiede una riforma complessiva frutto di un dialogo fra Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che ha competenze di regolazione sui rifiuti urbani, e gli operatori e imprenditori. La proposta è “avviare con urgenza delle azioni concrete in modo da limitare la libertà finora concessa ai Comuni di determinare il costo dei piani finanziari includendo delle voci di costo improprie, come ad esempio i costi del personale, e bisogna vincolare gli enti locali al rispetto delle norme di legge, come quella che li obbliga a tenere conto dei fabbisogni”, sottolinea Patrizia Di Dio, membro di giunta di Confcommercio con delega all’ambiente.

Codacons: cittadini usati come bancomat. Al cahiers de doléances di Confcommercio fa eco il Codacons, secondo cui la tassa sui rifiuti rappresenta un paradosso italiano. I dati Confcommercio, secondo Carlo Rienzi, presidente Codacons, “confermano come i cittadini siano usati al pari di bancomat, tramite l’imposizione di tasse in aumento costante su servizi essenziali proprio come i rifiuti. E questo nonostante che la qualità dei servizi resi sia in peggioramento. Emblematico - sottolinea Rienzi - è il caso del Lazio, regione che ha il costo della Tari pro-capite più alto d'Italia, in crescita del 7%, a fronte di un servizio del tutto insufficiente sia in qualità che in quantità”. Per questo, secondo il Codacons, la tassa sui rifiuti andrebbe indicizzata al livello di soddisfazione degli utenti, collegando le tariffe al reale servizio sul territorio.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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