In scadenza le domande di moratoria su prestiti e mutui

In molti ne chiedono la proroga per dare respiro a famiglie e imprese

In molti ne chiedono la proroga per dare respiro a famiglie e imprese

Pubblicato il 29 aprile 2021

Il 31 marzo è scaduto il termine entro cui presentare le domande di moratoria dei prestiti. C'è ancora tempo, fino al 30 giugno, per accedere a quella sui mutui Pmi e per i prestiti agevolati con garanzia di stato del Fondo Pmi o di Sace.

Il tempo, quindi, o si è già esaurito o sta per farlo. Ecco perché piovono sul governo richieste di nuove proroghe.

La speranza del decreto aprile

Molti si aspettano (ed è molto probabile) una proroga delle moratorie per garantire liquidità alle famiglie e alle imprese già nel Decreto aprile, in arrivo a fine mese o al più tardi a inizio maggio.

Considerando il perdurare della crisi Covid, la fine di queste misure di sostegno potrebbe creare un domino di conseguenze, dalle famiglie alle imprese fino alle banche.

La fame di liquidità

Secondo la Fabi, il sindacato dei bancari, sono stati oltre 2,7 milioni i beneficiari di queste misure, per quasi 300 miliardi di euro di prestiti bancari.

Bankitalia parla invece di 350 mila famiglie che hanno aderito alle diverse moratorie sui mutui.

Molte potrebbero avere difficoltà a riprendere regolari versamenti. La capacità di ripagare i debiti, infatti, dipende in gran parte dalla ripresa economica e dalla capacità di produrre reddito.

Aumenta il rischio default

Gran parte delle famiglie che hanno usufruito della moratoria (senza dimenticare quelle che ne avranno bisogno nei prossimi mesi), secondo Fabi, è a rischio.

Non solo per le acque agitate in cui naviga l’economia italiana. In base alle nuove norme Eba (l’autorità Bancaria Europea) sulla classificazione e gestione dei Non Perfoming Loan (Npl), le posizioni dei debitori non in grado di pagare gli arretrati saranno definite come “deteriorate”.

Famiglie e imprese, quindi, verrebbero bollate come “in default”. Praticamente fallite.

A rischio migliaia di posti di lavoro

Lando Maria Sileoni, segretario di Fabi, ha chiesto a Bankitalia di intervenire.

A suo parere le banche hanno due opzioni: o pretendere il pagamento delle rate oppure mettere “in sofferenza” i clienti insolventi, ma con la crisi attuale non è pensabile che famiglie e imprese ricomincino a pagare i debiti.

Se fallisse anche solo il 10% delle aziende con prestiti sospesi, si perderebbero centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Diluire gli effetti negativi nel tempo

Sarà quindi cruciale, come sottolinea Bankitalia, “definire il termine delle moratorie e distribuirne gli effetti nel tempo”.

Antonio Patuelli, presidente dell'Associazione bancaria italiana, chiede di prolungare i provvedimenti a favore di imprese e famiglie per far fronte al protrarsi della crisi legata alla pandemia e auspica che la Commissione europea si esprima a favore dell’estensione delle moratorie, che sarebbe sbagliato interrompere o non rinnovare.

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Il profilo dell'autore

Paolo Fiore Giornalista professionista e leccese in trasferta: Bologna, Roma, New York, Milano. Dopo la Scuola di giornalismo Walter Tobagi, ha scritto per Affaritaliani, MF-Milano Finanza, l'Espresso, Startupitalia e Skytg24.it. Si occupa di economia e innovazione per Agi, FocuSicilia e collabora con il gruppo Rcs.

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