Il coronavirus cambia il mercato immobiliare e la professione di agente

Si punta a consulenze sempre più mirate

Si punta a consulenze sempre più mirate

Pubblicato il 8 maggio 2020

Dal 4 maggio è scattata anche per le agenzie immobiliari e per il mercato del mattone in generale la fase 2. A parte il rispetto dei protocolli di sicurezza dettati col dpcm 26 aprile, quello che ci si chiede è come cambierà il mondo delle agenzie e il mercato, tra visite per le case in vendita, nuove abitudini degli italiani e capacità di spesa che si preannunciano ridotte. Un nuovo mondo che potrebbe a breve interessare anche i mutui prima casa, coinvolti in questo cambio di tendenze.

Meno domanda e più offerta. “Fare previsioni in questo momento è complesso, visto che molte variabili sono senza precedenti”, spiega Dario Castiglia, CEO & Founder di Re/Max Italia. Il suo gruppo ha coinvolto gli oltre 4.000 affiliati del network in un’indagine utile a delineare il profilo del nuovo scenario. Partiamo dal mercato. Se il 2019 e i primi due mesi del 2020 sono stati positivi per il real estate, gli operatori prevedono una riduzione nella domanda d'acquisto e un aumento di quella di locazione. Dal punto di vista dell’offerta di immobili, questa è destinata ad aumentare sia per i problemi economici accresciuti che per il fatto che le persone cercheranno case più grandi e vorranno cambiare zona. Aumenterà anche, secondo gli esperti, l'investimento in immobili da mettere a reddito.

Fraternale, Re/Max Genova: a marzo e aprile transazioni azzerate. Per capire ancora meglio come sta andando il settore in una delle grandi città italiane, Mutui.it ha sentito Bruno Fraternale, broker titolare di Re/Max specialisti immobiliari Genova. “Tra gennaio e febbraio 2020 le transazioni erano in aumento per il quinto anno consecutivo. A marzo-aprile il processo si è bloccato, visto che per un mese i notai non hanno potuto rogitare e che per due mesi le case non si sono potute visitare. Un dato per capire: tra marzo e aprile 2019 io ho fatto 110 transazioni, tra marzo e aprile 2020 ne ho fatte 30”.  

Si torna a cercare la casa principale. Tornando alle proiezioni sul futuro, secondo l'87% degli esperti Re/Max i clienti attivi cercano soprattutto la casa principale: tra quelli che stanno acquistando, più del 30% sostiene che il cliente desidera un immobile da mettere a reddito. Sempre l'87% degli addetti ai lavori pensa che dopo l'emergenza aumenterà la percentuale di quanti chiedono appartamenti con spazi esterni come balconi, terrazzi, giardini privati e condominiali, oppure case indipendenti e semi-indipendenti. Più gettonate che in passato (41% degli esperti) le metrature più grandi con una migliore suddivisione degli spazi (53%) in modo da gestire il lavoro da casa oppure per sopperire alla mancanza di privacy, fattore emerso durante la quarantena (53%).

La nuova casa dei sogni non è più in centro. Anche qui nuove esigenze. Il 45,2% prevede lo spostamento delle domande di abitazioni verso aree più periferiche, vicino a esercizi commerciali e a servizi come supermercati, farmacie e scuole (55,92%) e vicino a parchi (54,98%). Tutto nell’ottica di una qualità di vita migliore.

Salgono i valori delle case con spazi esterni. Sul fronte dei prezzi, acquisteranno valore le case con spazi esterni mentre sono in diminuzione di prezzo quelle che non hanno sfoghi all’aperto e quelle poste ai piani intermedi di condomini senza balconi. “È vero che le case con caratteristiche particolari sono destinate ad aumentare il loro valore anche di un 15%. Per un appartamento a Quarto, in zona residenziale a Genova, con giardino vista mare, abbiamo ricevuto oltre 60 telefonate in 3 giorni”, conferma Fraternale. Per il resto, dal lato prezzi, se nel 78% dei casi è previsto il calo dopo l’emergenza, fanno caso a sé capoluoghi come Milano e Roma, o città d’arte come Venezia e Firenze e città universitarie come Bologna e Pavia dove, secondo il 52,86% degli esperti, è prevista una più contenuta flessione.

Fai da te? Ahi ahi ahi...“Ci troviamo di fronte a un nuovo capitolo dell’intermediazione immobiliare - sostiene Castiglia - Cambierà il rapporto tra gli agenti e i consumatori, puntando su consulenze sempre più mirate. Verrà penalizzato il fai da te: per gestire al meglio i contatti tra le persone, infatti, sarà sempre più necessario l’intervento di un agente immobiliare professionista destinato ad assumere sempre di più il ruolo di property finder”. La conferma arriva sul campo. “Cambierà radicalmente il nostro lavoro. Anzi è già cambiato - sottolinea Fraternale - In questi pochi mesi abbiamo dovuto fare un salto tecnologico di cinque anni, dalle firme elettroniche alla realtà virtuale in appoggio alle vendite. Noi abbiamo adottato un protocollo di sicurezza per i clienti, mettendo al primo posto la tecnologia che ci aiuta a minimizzare i rischi: i virtual tour delle abitazioni sono già diventati la regola e non l'eccezione. Tutto questo non farà che rosicchiare posizioni al 45% di vendite che avvengono senza agente. Pensi che negli Stati Uniti sono solo il 2%. Da noi in Italia è questa la vera sfida. E non è detto che già quest'anno non si arrivi erodere il mercato dei privati di un buon 10%”.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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