Cresce la voglia di casa, ma compreranno in pochi

Per acquistare, il mutuo resta la via maestra

Per acquistare, il mutuo resta la via maestra

Pubblicato il 6 luglio 2021

Durante la pandemia sono diminuiti compravendite e mutui, ma non certo la voglia di casa. Un desiderio che, con l'allentarsi delle restrizioni e dell'emergenza sanitaria, sembra rafforzarsi ulteriormente.

Secondo il 14esimo Rapporto sulla Finanza Immobiliare di Nomisma, le famiglie che esprimono la volontà di comprare un'abitazione sono 3,3 milioni, cioè il 12,8% del totale. Nel 2020 erano il 9,5%.

Le intenzioni di acquisto “credibili”

La crescita della percentuale racconta quanto la casa sia ancora centrale nei desideri degli italiani. E fa intuire anche il ritorno di un certo ottimismo, che però deve fare i conti con la realtà: alla fine, solo tre famiglie su 100 firmeranno un contratto.

Sono quelle che Nomisma definisce intenzioni di acquisto “credibili”: provengono da circa 804 mila famiglie.

Il dato porta con sé luci e ombre. Da un lato, su quattro famiglie che esprimono l'intenzione di comprare, solo una dovrebbe passare ai fatti. Dall'altro, però, si assiste anche in questo caso a una ripresa: nel 2020 le “intenzioni credibili” si fermavano al 2,4%

Si tratta, ha spiegato Luca Dondi Dall'Orologio, amministratore delegato di Nomisma, di numeri in miglioramento che tuttavia non nascondono le difficoltà di alcune famiglie.

Chi vuole comprare

Nel dettaglio, nel 2021 aumentano sia la domanda potenziale che riguarda le famiglie già alla ricerca di un'abitazione (dal 2,1% al 3,2%), sia le intenzioni di chi si attiverà nei prossimi 12 mesi (dal 7,3% al 9,6%).

A voler comprare sono soprattutto famiglie giovani, imprenditori e liberi professionisti, residenti nelle grandi città.

L'importanza dei mutui

Per acquistare casa, il mutuo resta la via maestra.

Secondo Nomisma, l'80% delle famiglie che ambisce a comprare un immobile “non può prescindere dal credito bancario”.

Per fortuna, le condizioni attuali permettono un credito agevole. È vero che in passato le banche hanno ricevuto un contraccolpo dall'erogazione del credito facile, ma rispetto alle crisi passate ci sono diverse differenze: i vincoli sulla patrimonializzazione delle banche sono più rigidi; lo Stato sostiene in mutui offrendo la propria garanzia; e la crisi pandemica è dettata da un “agente esterno” al mondo finanziario, che dovrebbe lasciare spazio a un rimbalzo più vigoroso.  

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Il profilo dell'autore

Paolo Fiore Giornalista professionista e leccese in trasferta: Bologna, Roma, New York, Milano. Dopo la Scuola di giornalismo Walter Tobagi, ha scritto per Affaritaliani, MF-Milano Finanza, l'Espresso, Startupitalia e Skytg24.it. Si occupa di economia e innovazione per Agi, FocuSicilia e collabora con il gruppo Rcs.

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