Mutui, migliora la capacità d'acquisto degli italiani

Pubblicato il 17 luglio 2015

Migliora la possibilità che le famiglie italiane possano accedere all’acquisto di un’abitazione. Lo mette in evidenza l’indice di affordability, che nel 2014 è risultato pari al 9%, il 2,3% in più rispetto all’anno precedente, stando i risultati del Rapporto immobiliare residenziale del 2015, studio dell’Osservatorio mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate realizzato in collaborazione con l’Abi, l'Associazione bancaria italiana.

L'indice, che sintetizza vari fattori (tra cui reddito disponibile, prezzo delle case e tassi d'interesse sui mutui) che influenzano la possibilità delle famiglie italiane di comprare casa con un mutuo, evidenzia, in quest'ultimo anno, una dinamica positiva, dovuta principalmemente alla forte riduzione del costo dei mutui - fattore a sua volta determinato dalla discesa dei tassi - e al fatto che continua a essere positivo il miglioramento del prezzo degli immobili rispetto al reddito disponibile.

I benefici dei mutui più abbordabili. Analizzando in dettaglio l'andamento del 2014 evidenziato dal report si nota che il miglioramento del 2,3% dell'indice di affordability è dovuto in gran parte, cioè per oltre il 50%, alla riduzione del costo dei finanziamenti e per lo 0,9% alla riduzione del rapporto tra il prezzo della casa e il reddito disponibile da parte delle famiglie. In questo senso è da notare come l'indice si dimostri in miglioramento nonostante che il reddito disponibile da parte delle famiglie italiane sia in calo continuo calo dal 2008, cioè dall'inizio della crisi, quando i nuclei famigliari, in media potevano contare su un reddito maggiore dell'8% circa rispetto al reddito attuale.

Il 60% delle famiglie può comprare casa. Secondo l'Abi, la quota delle famiglie italiane che attualmente  dispone di un reddito sufficiente a colmare per il 30% almeno il costo annuo di un mutuo per l’acquisto di un'abitazione è pari al 60% del numero totale dei nuclei famigliari del nostro Paese: un valore comunque apprezzabile, visto che è superiore del 7% al dato del 2013. Il miglioramento, poi, delle condizioni d'accesso all’acquisto di una casa risulta, secondo il report, omogeneo a livello territoriale: in quasi tutte le rgioni italiane, infatti, è presente la condizione di accessibilità (e in otto regioni, nel 2014, l'indice di affordability ha registrato il massimo storico).

L'altra faccia della medaglia. ll report, però, mostra anche un'altra faccia della medaglia, dovuta al fatto che, alla fine fine, se è vero che l'indice di affortdability è migliorato, è anche vero che sarebbe più corretto dire che esso si è ristabilito ai livelli ante crisi. Dal 2004 a oggi, infatti, l'indice, ha attraversato dieci lunghi anni in cui ha subìto una continua contrazione, dovuta ai record dei valori immobiliari e alla successiva crisi economica, due eventi che hanno minato in profondo la capacità d'acquisto delle famiglie italiane.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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