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Sospensione mutui: si può accedere massimo due volte

Sospensione mutui: si può accedere massimo due volte

21 aprile 2020

Ecco le specifiche di Consap

La sospensione delle rate del mutuo prima casa si può chiedere, ma per non più di due volte. È questa una delle risposte che Consap fornisce nello spazio dedicato alle Faq (quesiti più frequenti) sul proprio sito, per quanto riguarda le diverse specifiche della sospensione delle rate del mutuo prima casa a causa dell’emergenza Coronavirus. Il tutto mentre c’è chi prova comunque a ottenere un risparmio sul fronte dei mutui e oscilla tra sospensione e surroga. Ma procediamo con ordine.

Stop alle rate ma per non più di due volte. Si può chiedere più volte la sospensione delle rate per il mutuo prima casa ma bisogna prestare attenzione, solo se la sospensione riguarda l’ipotesi di sospensione/riduzione del lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi. Per le diverse ipotesi, si potrà richiederla per non più di due volte. A specificarlo è, come detto in precedenza Consap che ha attivato un servizio di domande e risposte per i dubbi sulla disciplina della sospensione dei mutui prima casa.

Ricordiamo che, a seguito dell’emergenza Coronavirus, è stato stabilito che è possibile chiedere lo stop del pagamento delle rate del mutuo prima casa (per un valore entro i 250 mila euro) in casi in cui si è subito una riduzione o sospensione del lavoro a causa dell’emergenza, se si è una partita Iva che ha subito un calo del fatturato del 33% e per l’accesso allo stop non è richiesta la presentazione dell’Isee.

Consap inoltre specifica, rispondendo ad un’altra domanda, che l’essere in ritardo con il pagamento delle rate non blocca l’accesso alla procedura di sospensione: “Il richiedente può presentare richiesta anche in presenza di rate scadute e non pagate entro il 90° giorno”, spiegano nella risposta ufficiale, “le quali saranno incluse nel periodo di sospensione. Dal momento della sospensione su tali rate non maturano interessi di mora”.

In questo periodo molte famiglie stanno facendo i conti con l’emergenza Coronavirus valutando, se titolari di un mutuo, quale possa essere la migliore strategia di risparmio. A questo proposito Facile.it ha condotto una ricognizione sul mese di marzo per capire gli orientamenti delle famiglie italiane: a marzo 2020 le richieste di surroga hanno guadagnato 10 punti percentuali rispetto al mese precedente arrivando a rappresentare il 40% del totale delle domande di finanziamento raccolte online.

“Tuttavia”, spiega una nota di Facile.it “nonostante gli italiani dimostrino un continuo interesse per la possibilità di migliorare le condizioni del proprio finanziamento, non sempre riescono nell’intento”.  Gli esperti di Facile.it si riferiscono a uno studio commissionato, sempre da Facile.it a mUp Research e Norstat, dal quale emerge che se, nel 2019, 4 rispondenti su 10 (40,7%) hanno cercato di surrogare o rinegoziare il proprio mutuo, tra loro, quasi 1 su 3 (28,9%), pari a 425.000 nuclei familiari, si è visto respingere la domanda. Nello specifico, emerge che il 15,9% ha provato a surrogare senza successo, mentre il 13% ha ricevuto un rifiuto a fronte della richiesta di rinegoziazione.” Le banche, lo ricordiamo, non sono obbligate a dare il via libera alle richieste di surroga, non c’è un automatismo. Stesso discorso vale per la sospensione delle rate del mutuo per l’emergenza Coronavirus. In quest’ultimo caso, però, per avviare l’iter ci devono essere dei requisiti oggettivi. Per conoscerli si rinvia al sito di consap (www.consap.it).

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    Mutuando di Cristina Bartelli

    Calabrese, ma da tempo trapiantata a Milano, è giornalista professionista dal 2004. Lavora per ItaliaOggi scrivendo del Fisco in ogni sua forma. Ha fatto incursioni su Classcnbc e Tgcom per raccontare le novità di manovra di bilancio, sanatorie fiscali e storie di elusione. Modera convegni e tavole rotonde su temi come l’antiriciclaggio, la pianificazione fiscale e gli adempimenti con l’agenzia delle entrate.