Residenti all’estero e Imu, niente deroghe

Prevista un'agevolazione, ma non la totale esenzione

I comuni che hanno riconosciuto l’esonero Imu per case non abitate da cittadini italiani residenti all’estero hanno forzato la mano sulla disciplina dell’Imu prima casa.

A queste conclusioni è giunto un report del dipartimento delle finanze su diverse casistiche emerse in tema di imposta municipale propria. Il dipartimento ha arginato anche una decisione di un altro ente locale sulle aliquote applicabile a case classificate in categoria castello o dimora storica.

Vediamo cosa succede a chi è residente all’estero e possiede casa in Italia.

La documentazione

Il documento ricorda che dal 2020 non è più prevista la fattispecie dell’immobile di proprietà di cittadini italiani residenti all’estero. Non esiste più l’assimilazione che consentiva l’esonero di imposta.

Questa assimilazione era stata invece stabilita, in passato, riferendosi all’immobile posseduto dal cittadino italiano non residente nel territorio dello stato, e iscritto all’anagrafe degli italiani residenti all’estero, che risulti inoltre pensionato nel rispettivo paese di residenza.

Dal 2021 invece è stata introdotta una agevolazione, ma non la totale esenzione, applicabile per via normativa a prescindere dalla previsione di una specifica disposizione regolamentare che riguarda: “una sola unità immobiliare a uso abitativo, non locata o data in comodato d'uso, posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto da soggetti non residenti nel territorio dello Stato che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall'Italia”.

Per tale fattispecie l'Imu è applicata nella misura della metà, mentre la tassa sui rifiuti (TARI) o la tariffa sui rifiuti avente natura di corrispettivo, sono dovute in misura ridotta di due terzi.

Non sono state considerate dunque conformi, dal dipartimento, con la normativa disposizioni regolamentari che prevedevano direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta da cittadini italiani residenti all’estero, a condizione che non risulti locata. E direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.

Abitazioni di lusso, niente sconti dal comune

Un altro caso affrontato con riferimento agli esoneri Imu legati alla prima casa è quella delle abitazioni di lusso per cui alcuni comuni hanno emanato delibere con aliquote inferiori a quelle di legge.

Il regolamento esaminato e contestato ha considerato assogettate le abitazioni principali classificate nelle categorie, castelli, ville e dimore storiche con aliquota dello 0,75% ( o a diversa aliquota comunque superiore allo 0,6%).

Per il dipartimento questa decisione si pone in contrasto con le disposizioni in tema di abitazioni principali di lusso, la norma (articolo 1 comma 748 l. 160/19), tanto da ricordare che “Il rispetto dell’aliquota massima stabilita dalla legge statale costituisce uno dei limiti espressamente posti all’autonomia regolamentare degli enti locali in materia tributaria dall’art. 52, comma 1, del dlgs. 15 dicembre 1997, n. 446.”

Niente da fare dunque nel prevedere aliquote alleggerite o di favore, arriva l’invito all’ente di modificare la deliberazione di approvazione delle aliquote, riconducendo l’aliquota per le abitazioni principali c.d. di lusso entro il limite massimo dello 0,6%.

17 agosto 2021 di

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