Mutui ed Isee 2014

E’ stato varato lo scorso 3 dicembre il nuovo “riccometro”, ovvero l’ISEE (indicatore della situazione economica equivalente), il parametro utilizzato per determinare il diritto dei cittadini, in caso di situazione economica svantaggiata, ad usufruire di tariffe agevolate per l’accesso a servizi sociosanitari come asili, mense scolastiche, agevolazioni sulle tasse universitarie ecc. Il nuovo strumento è stato riformato con il consiglio dei ministri della scorsa settimana.

Il nuovo Isee si baserà sulla somma del reddito del nucleo familiare (considerando anche i redditi esenti dal fisco ma esclusi assegni di mantenimento e spese dei disabili)  più il 20% del patrimonio per stabilire la sua situazione economica equivalente in modo – nelle intenzioni del Governo – più equo rispetto al passato, per arginare il fenomeno dei “falsi poveri”. Il patrimonio, in particolare, risulterà dalla somma dei beni mobiliari (titoli) e immobiliari posseduti, rapportato alla numerosità del nucleo familiare.

Per i possessori di casa e per gli intestatari di un mutuo, quel che cambia è il diverso peso – molto maggiore – dato al patrimonio immobiliare nel calcolo dell’indicatore. D’altro canto, le rate del mutuo per acquistare una casa (sia essa la prima casa, sia la seconda, sia un immobile all’estero) saranno detraibili ai fini del calcolo del riccometro. In particolare, il patrimonio immobiliare sarà calcolato sulla base del valore del bene in questione ai fini IMU (anche in caso di IMU azzerata per le agevolazioni sulla prima casa), non ai fini ICI. Il che significa incrementi di imponibile che possono superare il 50%, e che, piuttosto stranamente, andranno a colpire maggiormente gli immobili di valore minore, i quali in proporzione subiscono aumenti marginali superiori a quelli degli immobili di valore maggiore.

La buona notizia però è che a questo valore va sottratta una franchigia da 52.500 euro, più una ulteriore franchigia di 2.500 euro per ogni figlio successivo al secondo e convivente nella stessa casa, al fine di agevolare le famiglie numerose. Chi è titolare di un mutuo, alle franchigie di cui sopra potrà sottrarre anche il valore delle rate ancora da pagare (mentre prima si era costretti a scegliere se usufruire della franchigia o della detrazione delle rate del mutuo). In caso si tratti della prima casa, del valore risultante vengono poi considerati solo i due terzi. In caso si tratti si una seconda casa, invece, il valore considerato è semplicemente quello ai fini IMU, meno l’eventuale mutuo in essere.

Ulteriore novità per il calcolo dell’Isee è l’inserimento nella valutazione del patrimonio delle case possedute al di fuori dei confini nazionali, il cui valore coincide con quello calcolato ai fini dell’Ivie, l’imposta sugli immobili all’estero, meno l’eventuale mutuo in essere. Chi è in affitto potrà invece dedurre dal calcolo una franchigia maggiore: dai precedenti 5.165 euro a 7.000, più altri 500 euro per ogni figlio successivo al secondo e convivente.

Cala invece la franchigia deducibile dal computo del patrimonio mobiliare: dai circa 15.500 euro precedenti a 6.000 euro, con una ulteriore deduzione di 2.000 euro per ogni componente della famiglia (fino a un massimo di 10.000 euro) e di 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo e ancora convivente (anche se si dovessero superare i 10.000 euro).

10 dicembre 2013 di

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