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L'istituto non può obbligare ad aprire un conto nella filiale

Anche se non obbligatorio, può essere conveniente

13 maggio 2019

Non è obbligo avere conto e mutuo nella stessa banca

Se chiedo un mutuo alla banca, è obbligatorio avere il conto corrente su cui addebitare le rate presso lo stesso istituto? La risposta, leggi alla mano, è no. Può capitare, tuttavia, che gli aspiranti mutuatari ricevano la richiesta della banca di aprire un c/c abbinato. Il decreto Salva Italia (D.L. n. 201/2011) ha fatto divieto per gli enti creditizi di subordinare l’erogazione di un mutuo, anche se è un mutuo prima casa, alla sottoscrizione di una polizza assicurativa emessa dal medesimo gruppo oppure all’apertura di un conto.

L’articolo 21 del Codice del consumo, recato dal D.Lgs. n. 206/2005, considera tali pratiche scorrette. Il cliente ha quindi sempre diritto di rifiutare la proposta, senza che questo influisca in termini giuridici sulla gestione della pratica di mutuo. Sul piano tecnico, infatti, non sussiste alcuna problematica nel rimborsare le rate del piano di ammortamento di un mutuo attraverso bonifici provenienti da un altro conto.

Va comunque precisato che detenere il rapporto di conto presso lo stesso istituto mutuante può presentare diversi vantaggi per il mutuatario. In primo luogo perché l’addebito delle rate può avvenire in automatico e, generalmente, senza alcuna spesa. Viceversa, oltre a doversi ricordare di onorare puntualmente i pagamenti (pena il rischio di andare incontro a ritardi e more), il mutuatario potrebbe dover sopportare anche i costi di ogni singolo versamento, che possono andare in media da 1 a 5 euro cadauno. La cifra totale può arrivare così a 50-60 euro annui, che moltiplicati per 20 o 30 anni diventano alla fine una somma ingente.

In ogni caso, qualora il cliente godesse già di condizioni favorevoli sul proprio c/c detenuto altrove, magari presso una banca online, è pienamente legittimo scegliere di procedere con i pagamenti in autonomia. Nell’ottica di trovare un punto di incontro, il “consiglio” della banca può essere tuttavia l’occasione per spuntare un trattamento vantaggioso sul conto e/o sul mutuo, magari attraverso una lieve riduzione dello spread applicato per la determinazione del tasso.

Resta fermo in ogni caso che il mutuo rappresenta un negozio privato. Nell’ambito della libertà contrattuale spettante a ogni parte, la banca può sempre decidere discrezionalmente di non erogare un mutuo, anche se tale scelta deve essere motivata e documentata per iscritto. 

Come pure, allo stesso modo, è facoltà del cliente chiudere il rapporto di conto corrente con il piano di rimborso del mutuo ancora in corso. In questo caso la banca non può opporsi. Sarà poi cura del mutuatario rispettare puntualmente le scadenze e procedere ai pagamenti concordati.

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    Mutuando di Valerio Stroppa

    Marchigiano di nascita, vive e lavora a Milano dal 2006. Giornalista professionista, scrive di diritto, fisco (nazionale e internazionale), e giustizia tributaria per ItaliaOggi. In passato ha collaborato con numerose testate tra cui MF/MilanoFinanza, ClassCnbc, Reteconomy, MySolution Post, Press. È anche moderatore di convegni e tavole rotonde su tematiche relative alle professioni di avvocato e commercialista.