Mutui; erogazioni in crescita

Nonostante la difficoltà che molti riscontrano a farsi concedere un mutuo – perché troppo giovani, o in generale inaffidabili dal punto di vista lavorativo – pare che il mercato delle case, e dei mutui fatti per acquistarle, stia iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel. Nel 2014, secondo i dati Crif, le compravendite sono cresciute del 3,5%, mentre in aprile le richieste di mutui sono aumentate di ben il 70%. Il valore medio delle rate dei finanziamenti per l’acquisto di case è però calato rispetto ai 682 euro del 2013, raggiungendo i 631 euro nel 2014.

Dati confermati dal rapporto sull’immobiliare residenziale dell’Agenzia delle Entrate, redatto in collaborazione con Abi, secondo cui gli acquisti di case sono stati oltre 421 mila, di cui quasi 162 mila tramite mutuo. Il primo segno più dopo tre anni consecutivi di cali, che segna anche un aumento della disponibilità (relativa) delle famiglie italiane, considerato che la possibilità di spesa aumenta anche in relazione al calo dei prezzi degli immobili, che negli ultimi anni è stato consistente. In altre parole, aumenta la disponibilità degli italiani a contrarre un debito per comprare casa (situazione misurata dal cosiddetto indice di “affordability”, che nel rapporto Abi segna un 10,3% a marzo), aiutata anche dalla riduzione dei tassi di interesse operato dalla Banca Centrale Europea, che ha influito sul peso delle rate dei mutui, in special modo quelli a tasso variabile.

Nei primi quattro mesi di quest’anno, i mutui a tasso variabile hanno infatti rappresentato il 63,3% delle nuove erogazioni complessive, benché i mutui a tasso fisso abbiano superato il 40% delle nuove erogazioni in aprile (contro il 16% di marzo).

Quanto alle erogazioni di nuovi mutui alle famiglie, dal campione Abi (che rappresenta l’80% delle banche italiane) emerge che l’ammontare totale sia stato da gennaio ad aprile pari a 11,345 miliardi di euro, rispetto ai 7,309 dello stesso periodo del 2014, per un incremento annuo del 55%.

Ma non sono solo i mutui alle famiglie ad essere sotto i riflettori in questi giorni. E’ prossima, infatti, l’approvazione del decreto sugli enti locali, che influenzerà il calendario delle rinegoziazioni dei mutui, appunto, delle amministrazioni comunali e provinciali, le quali potranno inviare le proprie delibere sul bilancio preventivo, comprendenti la rinegoziazione dei propri mutui, fino al prossimo 12 giugno.

Sono inoltre programmati i primi 1300 interventi legati al decreto mutui, che permette alle Regioni di accendere 905 milioni di euro di mutui agevolati presso la Banca Europea per gli Investimenti e la Cassa Depositi e Prestiti, addebitando allo Stato gli oneri di ammortamento. Tra gli interventi in programma, il 75% sono legati a manutenzione e ristrutturazione di edifici già esistenti, mentre il resto dei finanziamenti  verrà richiesto per nuove costruzioni. Il decreto è destinato in particolare a ristrutturazione ed efficientamento energetico di immobili ad uso scolastico, ed estende tali mutui agevolati per tre anni, per un totale di 3,7 miliardi di euro che serviranno a realizzare, almeno nelle intenzioni, 6mila progetti.

8 June 2015 di

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