Imposta sostitutiva

Imposta sostitutiva

30 gennaio 2018

L'imposta sostitutiva del mutuo, introdotta con il DpR n. 601 nel 1973, viene applicata non solo ai mutui, ma a tutti quei finanziamenti che prevedono una durata superiore ai 18 mesi e che possono godere di particolari agevolazioni fiscali. Viene generalmente applicata ai mutui ipotecari, alle aperture di credito in conto corrente ipotecarie e ai mutui chirografari.

Si tratta di una tassa dovuta dal contribuente che viene pagata in sostituzione di altre imposte ed il suo valore viene calcolato in termini percentuali.

L'imposta sostitutiva, nel caso specifico dell'erogazione di un mutuo, va a sostituire l'imposta di registro, catastale, ipotecaria e le tasse sulle concessioni governative, che non vengono applicate nei finanziamenti di medio-lungo termine.

Nei mutui prima casa, ovvero quelli relativi all'acquisto della prima abitazione, l'aliquota prevista equivale allo 0,25% del valore del capitale erogato, mentre si attesta sul 2% per i finanziamenti per l’acquisto o la ristrutturazione della seconda casa. Questi valori vengono applicati anche nel caso di mutui cointestati. 

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