Mondo mutui

14 giugno 2017

News - Nuovi sgravi fiscali per i mutui

Cosa si può detrarre nella stipula del mutuo

Cosa si può detrarre nella stipula del mutuo

Ormai lo dicono tutti: è il momento di comprare casa. Chi aspetta ancora rischia di perdere una serie di congiunture positive, tra cui i prezzi bassi delle abitazioni e mutui, soprattutto mutui prima casa, vero motore del mercato, con un tasso medio che, secondo l’ultimo rapporto Abi, è attestato al 2,13%, vicinissimo al minimo storico del dicembre 2016, quando era al 2,02%. Ma non è tutto qua. La legge, adesso, consente anche di accedere a una serie di agevolazioni sul mutuo; tutte detraibili come interessi passivi, spese sostenute per la stipula del contratto, oneri fiscali quali l’imposta per l'iscrizione o la cancellazione dell'ipoteca e anche l’imposta sostitutiva sul capitale prestato; spese di istruttoria, ma anche l’onorario corrisposto al notaio per la stipula e la perizia tecnica.

Tante agevolazioni di legge. Secondo le disposizioni di legge, il contribuente che abbia stipulato un contratto di mutuo ipotecario, anche mutuo prima casa, per acquistare o per costruire o ancora ristrutturare l'abitazione principale, ha diritto a queste agevolazioni: questo anche se l’immobile è abitazione principale di un familiare (come il coniuge) o a parenti entro il terzo grado e a parenti affini entro il secondo grado. Per ottenere le detrazioni è necessario avere copia del contratto di mutuo, copia dell’atto di compravendita dell’immobile, oneri accessori sostenuti, quietanze di pagamento degli interessi passivi e dei relativi oneri accessori e le quote di rivalutazione.

Le condizioni. Attenzione però, perché la legge riconosce la possibilità della detrazione degli interessi passivi ma a due condizioni: prima, che il mutuo sia stato stipulato nei dodici mesi antecedenti o successivi all’acquisto e, seconda, che il contribuente sia residente in Italia o in Stato membro dell'Ue. Altra condizione è quella che prevede che l'immobile, entro un anno dall’acquisto, sia comunque destinato dall’acquirente stesso a uso di abitazione principale, cioè dimora abituale dello stesso acquirente o dei suoi familiar: se l'immobile non viene usato a questo scopo, scatta la decadenza dai benefici. Per quanto riguarda la detrazione sugli interessi passivi del mutuo e quella sugli oneri accessori riportate nella dichiarazione dei redditi, essa è pari al 19% e, soprattutto, spetta per importo massimo da 4.000 euro: la detrazione, cioè, potrà avere un importo massimo da 760 euro, pari al 19% di 4.000 euro.

Cosa sono gli oneri accessori. Una domanda a cui è importante dare risposta è questa: cosa significa oneri accessori relativi al contratto di mutuo? In sintesi, sono spese come l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo; la commissione pagata alla banca per l'intermediazione; le spese di istruttoria e quelle di perizia tecnica; gli oneri fiscali, compresa l'iscrizione o la cancellazione di ipoteche; la provvigione per lo scarto rateizzato nel caso di mutui in contanti; la penalità anticipata nel caso di estinzione del mutuo; le maggiori somme corrisposte per variazioni di cambio (nel caso di mutui stipulati in valuta estera).

La convenienza del mutuo prima casa. Nel caso di mutuo prima casa, esistono altri benefici attuati dal hoverno per alleggerire la spesa del compratore, restituendo così alla casa il valore d'investimento sicuro che sembrava ormai perduto. Tra queste, il regime fiscale agevolato, in modo da pagare imposte in misura inferiore rispetto alle ordinarie. Chi acquista la casa diretamente dal costruttore paga Iva ridotta al 4% (e non al 10%) e paga imposte di registro, imposte ipotecarie e catastali in misura fissa di 200 euro ciascuna. Acquistando da un privato o da società diversa dalla costruttrice, l’imposta di registro ha aliquota ridotta al 2%, quella ipotecaria e la catastale sono fisse a 200 euro.

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    Il profilo dell'autore

    Franco Canevesio Franco Canevesio, genovese, è giornalista professionista specializzato in economia e Borsa.

    All'inizio negli anni '90 si è occupato di cronaca su La Repubblica lavorando al contempo come giornalista in alcune televisioni libere liguri. A Milano è stato redattore capo di Italia-iNvest.com, primo sito italiano specializzato in economia. Ha lavorato al sito “Lettera finanziaria” di Giuseppe Turani. Sulla carta stampata ha lavorato con Affari & Finanza ed è stato caporedattore di Finanza e Mercati. Attualmente lavora a MF-Milano Finanza.

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