La casa connessa può attendere

20 febbraio 2019

Pochi gli italiani che renderanno smart la loro casa

Molti conoscono la smart home, pochi la prendono in considerazione

Molti conoscono la smart home, pochi la prendono in considerazione

In un futuro non troppo lontano, potremo parlare con gli elettrodomestici di casa e dire loro cosa fare e quando farlo, potremo ordinare direttamente dal frigorifero la spesa al supermercato e tornare a casa accolti dalla nostra musica preferita a qualunque ora, semplicemente programmando la compilation via app. Grazie a quelle che vengono chiamate soluzioni per la “smart home”, la casa è destinata a diventare sempre più un sistema intelligente in grado di semplificare la vita di chi vi abita.

Nonostante ciò, almeno per il momento, secondo un Osservatorio realizzato dalla School of management del Politecnico di Milano, sarebbero ancora pochi gli italiani ad aver incluso questa voce di costo nel budget destinato all’acquisto della casa e tanto meno quelli che ne hanno tenuto conto al momento di chiedere un mutuo.

Il tema, almeno a grandi linee, sembra essere però ben noto : il 59% degli italiani ha sentito parlare di smart home almeno una volta, soprattutto attraverso i media tradizionali (50% da radio, tv e giornali, era il 59% nel 2017) e Internet (32%).

Anche gli oggetti “smart” si stanno diffondendo anche se lentamente: sono presenti nel 41% delle abitazioni (+3%), anche se una buona fetta degli utenti non usa ancora le funzionalità smart di questi oggetti (42%) soprattutto a causa della scarsa utilità percepita (per il 41% è poco utile, il 34% non ne ha l’esigenza) o per l’eccessiva complessità del prodotto (14%). Chi invece non possiede oggetti connessi dichiara di non sentirne il bisogno (41%). A seguire c’è chi li considera troppo futuristici (19%), chi non ne comprende appieno i benefici (12%) o non ne ha ma sentito parlare (8%).

Nonostante la buona crescita del mercato, sono ancora pochi i consumatori che si dichiarano interessati ad acquistare prodotti per la Smart Home in futuro: poco più di uno su tre (35%), e fra questi il solo il 10% prevede di comprare un accessorio o un elettrodomestico di questo tipo nei prossimi dodici mesi, mentre il 25% entro tre anni. Le soluzioni che riscuotono maggiore interesse per il 2019 riguardano la gestione dell’illuminazione (20% del campione) e gli smart home speaker (14%). Gli assistenti vocali potrebbero però favorire l’adozione di queste nuove tecnologie perché i consumatori più che per ottenere informazioni o gestire i propri impegni quotidiani vorrebbero usarli per gestire altri oggetti smart, come elettrodomestici (23%), caldaie e termostati (23%), luci (21%) e sistemi di antifurto (16%).

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    Il profilo dell'autore

    Rosaria Barrile Rosaria Barrile, giornalista professionista nata a Milano e laureata in Scienze Politiche, ha iniziato nel 2004 ad occuparsi di prodotti e servizi bancari e assicurativi per conto di un periodico specializzato e da allora non ha mai smesso.

    In passato ha collaborato, tra gli altri, con il settimanale Soldi, la testata on line Etica News e il portale dedicato alle donne alfemminile.com. Ha condotto i servizi esterni della trasmissione Salvadenaro, programma di educazione finanziaria andato in onda sul canale 7Gold. Collabora attualmente con le testate on line Lamiafinanza.it, Lamiafinanza-green.it, Lamiaprevidenza.it, Banca e Mercati, e i mensili Largo Consumo e Bluerating.