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Mutui immobiliari: erogazioni su, tassi giù

A febbraio erogato in aumento del 2,5%

3 maggio 2019

Prosegue la ripresa del mercato dei mutui immobiliari. L’ammontare complessivo dei finanziamenti concessi alle famiglie per la casa ha fatto segnare a fine febbraio un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Scontate le tensioni sui mercati finanziari dovute all’impennata dello spread sul finire del 2018, il costo del credito immobiliare rimane contenuto: nel mese di marzo 2019 il tasso medio praticato dalle banche sui nuovi mutui concessi per l’acquisto di abitazioni è stato dell’1,87%, in leggera flessione rispetto all’1,91% del mese precedente.

Se si pensa che prima dello scoppiare della crisi del 2008 i tassi medi si aggiravano intorno al 5,7%, la differenza è evidente. I dati emergono dall’ultimo bollettino mensile diffuso dall’ABI. L’Associazione bancaria italiana ha anche fornito l’aggiornamento relativo a quante transazioni immobiliari vengono poste in essere con il supporto di un mutuo ipotecario.

Nei primi mesi del 2019 tale quoziente è cresciuto di circa due punti percentuali, attestandosi all’80,5%. Stabile invece il loan to value fatto segnare in media dal mercato, ossia il rapporto tra l’importo erogato dall’istituto di credito e il valore dell’immobile risultante dalla perizia: secondo le rilevazioni dell’ABI l’aliquota si è mantenuta invariata intorno al 75%. Si ricorda, sul punto, che di regola la soglia massima del LTV concedibile dalle banche è fissata all’80%, anche se a particolari condizioni è possibile per i mutuatari ottenere una percentuale più elevata.

I numeri tratteggiano un quadro che, a parere dell’Associazione, «rimane nel complesso disteso». Il tasso medio dell’1,87% riportato nel mese di marzo tiene conto sia dei mutui a tasso fisso che di quelli a tasso variabile. Naturalmente il dato di sintesi è influenzato pure dalla composizione del “paniere” dei mutui.

Forse anche a causa dei timori dovuti dall’andamento dello spread italiano e degli attesi rialzi dei tassi da parte della BCE (nel 2020), sono sempre più gli italiani che preferiscono il tasso fisso: questa tipologia di mutuo è stata scelta nel mese di marzo nel 73,2% dei casi, contro il 70,8% del mese precedente. Vale a dire che tre volte su quattro il cliente preferisce mettere al sicuro il tasso per l’intera durata del finanziamento, anche a costo di pagare di più nell’immediato.

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    Mutuando di Valerio Stroppa

    Marchigiano di nascita, vive e lavora a Milano dal 2006. Giornalista professionista, scrive di diritto, fisco (nazionale e internazionale), e giustizia tributaria per ItaliaOggi. In passato ha collaborato con numerose testate tra cui MF/MilanoFinanza, ClassCnbc, Reteconomy, MySolution Post, Press. È anche moderatore di convegni e tavole rotonde su tematiche relative alle professioni di avvocato e commercialista.