Mondo mutui

4 luglio 2017

Mutuando - Mutui agrari: le cose da sapere

Cosa sono e a chi sono rivolti i mutui agrari

Cambiare vita e diventare agricoltore o allevatore: è un’esperienza meno rara di quanto si possa credere. Per poterla realizzare occorrono, ovviamente, competenze, coraggio, e soprattutto fondi per incominciare e proseguire, possibilmente, la propria attività nel migliore dei modi. Esistono per questi casi dei finanziamenti particolari, finalizzati all’acquisto di aziende a destinazione agricola, o per ammodernare o ampliare strutture preesistenti, oppure ancora per acquistare attrezzature, beni e materiali funzionali all’attività agricola. Si tratta dei mutui agrari, un tipo speciale di mutuo che, lo diciamo subito, non è disponibile presso tutti gli istituti, ma che può davvero aiutare a cambiare la vita.

I beneficiari di mutui agrari possono essere società individuali o collettive che già operano nel settore dell’agricoltura, dell’allevamento, dell’agroindustria o dell’agriturismo, o che si impegnano a diventare imprenditori in questi campi entro un termine stabilito. Sono quindi finanziamenti importanti per le cosiddette start-up agricole. Si tratta di mutui simili a quelli tradizionali, ovvero finanziamenti da rimborsare con rate mensili, trimestrali o semestrali, a cui applicare un tasso di interesse fisso o variabile, di durata solitamente pari a 20 anni, prolungabili a 30 se richiesti da persone al di sotto dei 40 anni. Condizioni di particolare favore possono poi essere concesse da enti, consorzi e organizzazioni del settore.

Più nel dettaglio, se l’importo richiesto è inferiore a 30 mila euro e la durata è inferiore ai 5 anni si può richiedere un mutuo chirografario, garantito dalla sola firma. Per importi e durate superiori invece si passa ad un mutuo ipotecario, che può essere di due tipologie: quello che eroga la somma in un’unica soluzione e quello che la rateizza a seconda dello stato di avanzamento dei lavori, un po’ come accade per i mutui destinati alla costruzione di case.

Anche nel caso di mutui agrari, le garanzie possibili richieste dalla banca a tutela di un possibile fallimento possono essere legate ad una ipoteca immobiliare (in questo caso il mutuo è assimilato ad un mutuo fondiario ed è disciplinato dall’articolo 38 e seguenti del Testo Unico Bancario), un pegno in denaro, una percentuale di royalty sul prodotto finito, sui fondi, sui beni acquistati o sulle vendite future. Il rimborso di tali mutui è assistito dalla garanzia sussidiaria dell'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA)

La documentazione da presentare per la domanda deve includere l’atto di provenienza del terreno agricolo da acquistare e l’attestazione della sua destinazione d’uso, il contratto di lavoro del richiedente e la certificazione del suo reddito.

Tra i lati positivi del mutuo agrario va ricordato il risparmio sulle spese notarili, soprattutto in caso di mutuo chirografario. I mutui agrari godono poi di tassi agevolati, molto inferiori rispetto a quelli di un mutuo ordinario. Anche nel caso di mutui agrari, inoltre, interessi passivi e oneri accessori sono detraibili in dichiarazione dei redditi. In particolare, si detraggono integralmente quelli relativi a mutui contratti fino al 31 dicembre 1989, mentre per quelli contratti dal 1 gennaio 1990 sono detraibili solo dai redditi legati ai terreni dichiarati.

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    Il profilo dell'autore

    Mutuando di Floriana Liuni

    Giornalista professionista, è tra i fondatori di Finanzaoperativa.com di cui cura le pagine di finanza personale. Contributor del mensile Patrimoni di Class Editori su temi di investimento e mercato immobiliare e del mensile Largo Consumo su temi social e di marketing, in passato ha collaborato con Radio 24, Finanza.com ed Economiaweb.it.