Mondo mutui

31 gennaio 2018

Mutuando - Difficoltà nei pagamenti: l’opzione saldo e stralcio

Saldo e stralcio del mutuo sono due opzioni in caso di difficoltà

Si parla molto di crediti deteriorati, di accumulo di immobili pignorati in seno alle banche, di difficoltà nel pagare le rate del mutuo che possono degenerare nell’esproprio della casa. Per arginare questo tipo di situazione, ogni soluzione è la benvenuta. Qui parliamo di un’opzione, applicata tanto ai mutui quanto ai prestiti personali in genere, che consente di limitare i danni quando la rata del rimborso diventa insostenibile. Si tratta dell’opzione “saldo e stralcio”.

Può capitare, per fare un esempio, che una famiglia con due redditi abbia contratto un finanziamento con una rata che, al momento della firma, risulta perfettamente in linea con le finanze familiari ma che in seguito, a causa della perdita del lavoro da parte di uno o di entrambi i coniugi, tale rata non si possa più pagare senza creare seri problemi di liquidità. In questo caso la soluzione potrebbe essere la sospensione della quota capitale del mutuo, oppure la rinegoziazione, oppure la sostituzione del finanziamento per l’acquisto della casa con un altro a condizioni più favorevoli. Una ulteriore opzione, meno usata ma potenzialmente risolutiva, è quella del saldo e stralcio.

Il saldo e stralcio è un accordo tra istituto di credito (o finanziaria) e mutuatario che consiste nel trovare una soluzione all’insolvenza di quest’ultimo concordando una cifra, solitamente intorno al 40% del debito residuo da estinguere, da pagare in un’unica soluzione, o in due o tre rate. A seguito di tale versamento la banca si considera “saldata” - preferendo magari incassare subito una cifra inferiore piuttosto che intentare una causa legale e incamerare un immobile di troppo - e provvede a “stralciare” il debito. Il tutto abbonando fino al 60% delle rate residue, e senza arrivare al pignoramento della casa né segnalare il debitore come cattivo pagatore.

Quando è attuabile l’opzione saldo e stralcio? Il debitore che veda profilarsi all’orizzonte il rischio di ritardi nei pagamenti o addirittura di insolvenza può proporre questa opzione alla sua banca, nel tentativo di salvare il proprio immobile e la propria reputazione creditizia, per non compromettere, un domani, il successo di una nuova richiesta di prestiti. Il problema principale è ovviamente che, per estinguere in un’unica rata il 40% del debito residuo, il debitore avrà bisogno di molta liquidità, il che è difficile per chi già si trovi in una situazione difficile anche se, naturalmente, possono verificarsi dei casi in cui ciò avviene. Un altro problema è rappresentato dall’interesse della banca, che non è obbligata ad accettare l’opzione saldo e stralcio proposta dal debitore, in quanto, in assenza di sufficienti garanzie, potrebbe comunque non trovare conveniente un simile patto e preferire attendere che si accumulino i ritardi nei pagamenti per poi acquisire l’immobile oggetto dell’ipoteca. Ricordiamo infatti che con le nuove norme tale eventualità può verificarsi automaticamente dopo sette rate non pagate.

Il consiglio che resta da dare, anche se nessuno può prevedere quale sarà la propria situazione economica dopo anni dalla stipula del mutuo, è quello di valutare bene ogni condizione del finanziamento prima di firmare il contratto, assicurandosi che le rate siano sostenibili per il proprio tenore di vita e di avere, in caso di difficoltà finanziaria un salvagente, che consenta di continuare ad onorare il rimborso del mutuo.

 

 

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    Mutuando di Floriana Liuni

    Giornalista professionista, è tra i fondatori di Finanzaoperativa.com di cui cura le pagine di finanza personale. Contributor del mensile Patrimoni di Class Editori su temi di investimento e mercato immobiliare e del mensile Largo Consumo su temi social e di marketing, in passato ha collaborato con Radio 24, Finanza.com ed Economiaweb.it.