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Cosa succede se non si paga una rata del mutuo

28 ottobre 2011

Quando si chiede un mutuo per la casa, ma anche se si decide di comprare a rate lo smartphone o l’ultimo modello della Tv Lcd, i nostri dati finiscono nei Sistemi di informazioni creditizie (Sic), meglio noti anche come centrali rischi, in cui vengono raccolte tutte le notizie sui contratti di finanziamento richiesti ed erogati in Italia.

Questi rapporti sono fondamentali per i mutuatari, visto che ogni mese banche e società finanziarie ricevono un aggiornamento delle posizioni, così da poter sempre valutare l’affidabilità e la puntualità del rimborso del cliente, ma anche per far evitare il rischio di sovraindebitamento. Va, infatti, ricordato che l’importo dei bollettini da pagare per il prestito della casa non deve mai essere superiore a un terzo del reddito netto mensile. Un limite massimo imposto con lo scopo di non far arrivare mai una famiglia a raggiungere un impegno finanziario insostenibile per le proprie tasche.

Ma i Sic non rappresentano un elenco di cattivi pagatori o una black list come normalmente si pensa. Questo archivio informatico, infatti, è composto per oltre tre quarti da nominativi di cittadini che rimborsano regolarmente il finanziamento. Informazioni positive, insomma, che aumentano la nostra affidabilità creditizia nel caso in cui decidessimo di richiedere un nuovo credito. La banca, infatti, consultando i Sic scoprirà che siamo stati ottimi pagatori in passato, concedendoci così più facilmente il finanziamento in futuro.

Tutt’altra storia, invece, se dopo aver chiesto un mutuo non si pagano più le rate o la si fa in ritardo. Una situazione che, a causa della crisi, accomuna migliaia di famiglie che - ritrovandosi iscritte nei Sic per l’irregolarità nei rimborsi - non potranno più accedere a prestiti e finanziamenti per la casa per un determinato periodo. Così come sancisce il Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati che disciplina dal 1° gennaio 2005 l’attività dei Sic.

Una normativa certamente stringente ma che garantisce i diritti dei consumatori censiti che possono sempre verificare i propri dati, la situazione creditizia tramite l’accesso diretto, gli estremi delle società che gestiscono i Sistemi di informazioni creditizie (le più importanti sono Crif, Experian e Ctc) ed anche i tempi di permanenza nei Sic.

Detto che i dati dei rapporti di credito che si sono svolti positivamente (cioè senza ritardi o altri eventi negativi) sono conservati per 36 mesi trasformandosi così in un buon curriculum vitae finanziario, meglio invece ricordare che le richieste di finanziamento sono mantenute per 6 mesi, qualora l’istruttoria lo richieda, o un solo mese nel caso la banca o la finanziaria rifiutassero di concedere il credito. Quindi, in questo caso, prima di entrare in un nuovo istituto bancario per richiedere un mutuo bisogna aspettare 30 giorni di tempo.

Salgono, invece, i tempi per le morosità di due rate o di due mesi poi sanate: bisogna aspettare 12 mesi dalla regolarizzazione. Mentre per i ritardi superiori a due rate o a due mesi poi sanati anche su transazione (come per il saldo e stralcio), sono necessari 24 mesi dalla regolarizzazione.

In proposito, va detto che riguardo al primo ritardo nei pagamenti, i Sic registrano questa informazione, ma la devono rendere accessibile solo se il cliente poi ritardi il pagamento di almeno due rate mensili consecutive o trascini per due mesi il mancato saldo di una rata che fa riferimento ad una delle due ultime scadenze di pagamento.

Ed ancora, per gli eventi negativi non sanati come le morosità, i gravi inadempimenti o le sofferenze, il purgatorio dura 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui è risultato necessario l’ultimo aggiornamento nel caso di successivi accordi o altri eventi rilevanti in relazione al rimborso. Quindi, dopo tre anni si potrà tornare a chiedere un prestito.

Tempi certi, insomma, che aiutano tutti coloro che vengono iscritti nei Sic. Ma la tutela del cliente è ulteriormente garantita dal Codice che, a chiare lettere, prevede che l’iscritto abbia il diritto di fare rettificare, aggiornare o cancellare i dati sbagliati, frutto di errori delle banche o delle società finanziarie o frutto di truffe.

Infine, per quanto riguarda i costi per la richiesta di accesso ai dati, il Garante per la privacy ha specificato che l’accesso è gratuito per le domande inviate per posta elettronica e - a prescindere dalla modalità prescelta (fax, lettera o altro) - una volta nell’arco di ciascun anno solare. Mentre per le altre richieste successive, potrà essere richiesto un contributo spese fino a un massimo di 7 euro, comprensivo di spese postali.

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Commenti

  • Salve, ho bisogno di un chiarimento, in questo mese 12/11 è successo che ero scoperto in banca e giorno 1/12/11 non è passata una rata di un finanziamento con l'agos ma il giorno 19/12/11 la banca mi ha pagato automaticamente la rata, per una rata pagata in ritardo sarò iscritto alla centrale rischi? fra tre mesi o prima, devo richiedere un mutuo per una casa in costruzione, avrò problemi? questo e stato il mio primo ritardo in un pagamento.
    scritto da matteo il 21/12/2011
  • Detto che nel caso di ritardo nel pagamento anche di una sola rata, attribuibile a qualsiasi causa, saranno dovuti sull’importo non pagato gli interessi di mora convenuti nel contratto, per quanto riguarda la possibile iscrizione va invece detto che dipende da quando la banca ha inviato l’aggiornamento ai Sistemi di informazioni creditizie. Tutte le banche sono, infatti, tenute periodicamente ad inviare le segnalazioni sullo stato dei pagamenti. Il consiglio è, quindi, quello di rivolgersi presso il proprio istituto di credito. Per legge va ricordato che riguardo al primo ritardo nei pagamenti, i Sic registrano questa informazione ma la rendono accessibile solo quando il mutuatario ritardi il pagamento: di almeno due rate mensili consecutive o trascini per due mesi il mancato pagamento di una rata; di una sola rata, quando il ritardo si riferisce ad una delle due ultime scadenze di pagamento. Il consumatore, inoltre, deve essere informato dall’istituto finanziario che i suoi ritardi di pagamento stanno per essere registrati nei Sic. L’avviso deve essergli inviato almeno 15 giorni prima che i dati sul primo ritardo di pagamento vengano resi accessibili sui Sic.
    scritto da Patrizia De Rubertis il 16/01/2012
  • Buongiorno, io ho un mutuo con Poste Italiane che, se non mi ricordo male, fa da tramite alla Deutsche Bank. Le rate mi scadono il 27 di ogni mese ed il 27/03/2012 non avevo la copertura per saldare la rata, mi sono dimenticato di versare i soldi sul conto. Questa è la prima volta che succede e non so come comportarmi. Io voglio pagare ma come faccio? Mi addebitano il mese successivo 2 rate? O riprovano fra qualche giorno? Sono nei guai? Grazie anticipatamente e distinti saluti.
    scritto da Davide il 31/03/2012
  • Se si salta il pagamento di una rata il consiglio è di pagarla il prima possibile, mettendosi in contatto con la propria banca. Quindi, se può pagarla, non aspetti il prossimo mese. Per il primo ritardo la situazione è, infatti, meno grave perché l’iscrizione nei Sistemi di Informazione creditizie (come il Crif) non può essere attivata prima che siano scadute almeno due rate mensili consecutive o prima di 60 giorni dall’aggiornamento mensile. Gli istituti di credito e le finanziarie prima di registrare il ritardo devono, comunque, comunicarlo ogni caso al cliente che dovrà, tra l’altro, pagare anche una mora sugli interessi.
    scritto da Patrizia De Rubertis il 06/04/2012
  • Buongiorno, ho contratto un mutuo ipotecario a tasso variabile nel 2005 con scadenza marzo 2017 (12anni). Da ottobre 2010 a ottobre 2011 ho chiesto sospensione per 1 anno perchè non riuscivo più a sostenere il peso della rata. Adesso decorso quasi un anno di pagamenti il problema si ripete. Che fare? Il fatto che in questi anni io abbia dimezzato i miei impegni da (110 a 55 mila euro)con la banca non significa nulla? La ringrazio di un Suo commento
    scritto da Ettore Ugolini il 23/07/2012
  • Caro Ettore, il piano previsto dall’Associazione bancari italiana (Abi) che consente la sospensione delle rate dei mutui per 12 mesi prevede che possano essere ammesse soltanto le operazioni che non ne abbiano già usufruito. Quindi anche se proprio pochi giorni fa il Piano è stato prorogato al 31 gennaio 2013 lei non potrà farvi richiesta. Il consiglio è di rivolgersi presso la sua banca o la sua Regione per verificare l’esistenza di iniziative simili.
    scritto da Patrizia De Rubertis il 01/08/2012
  • Buongiorno, purtroppo la Dott.ssa De Rubertis è davvero poco informata quando scrive "Per il primo ritardo la situazione è, infatti, meno grave perché l’iscrizione nei Sistemi di Informazione creditizie (come il Crif) non può essere attivata prima che siano scadute almeno due rate mensili consecutive o prima di 60 giorni dall’aggiornamento mensile." oppure gioca ad esserlo. Personalmente, per un ritardo di circa 16 giorni nel pagamento di una sola rata del mutuo, ho avuto la segnalazione in quella sorta di inferno senza fine che è il CRIF. Sono banche dati private, gestite dalle stesse finanziarie e istituti di credito che fanno il bello e il cattivo tempo. La Dott.ssa ovviamente ci risponderà che è possibile protestare, chiederne la modifica o la cancellazione da quelle liste. Provateci, nel frattempo faccio a tutti davvero tanti auguri di non finirci mai.
    scritto da Andrea Loriga il 03/08/2012
  • Gentile Andrea, è il codice deontologico sui Sistemi di informazioni creditizie (Sic) - entrato in vigore il primo gennaio 2005 e recepito da tutte le banche dati private consultate da banche e finanziarie per verificare l’affidabilità e la puntualità nei pagamenti e concedere credito al consumo, prestiti e finanziamenti - a diporre il “quando e il come si registrano i dati sull’interessato”. In particolare, le informazioni relative al 1° ritardo possono essere comunicate ai Sic solo dopo che sia decorso un periodo di almeno 120 giorni dalla data di scadenza del pagamento, o in caso di mancato pagamento di almeno 4 rate mensili non regolarizzate. Nel caso di sistemi con informazioni sia positive, sia negative, il termine per i consumatori è di 60 giorni o in caso di mancato pagamento di almeno 2 rate mensili. Se l’interessato ritiene di aver subito un torto - e lo prevedono sempre le disposizioni normative - ha il diritto di accesso ai dati personali registrati richiedendone l’integrazione, l’eliminazione o la modifica. È altresì possibile rivolgersi all’Arbitro bancario finanziario, il sistema di risoluzione delle controversie tra i clienti e il sistema bancario e finanziario.
    scritto da Patrizia De Rubertis il 07/08/2012
  • Non riesco più a pagare per intera la rata di un mutuo di una durata di 24 anni, la rata è di 900 euro al mese e ora è calato il lavoro e guadagno solo 1100 euro e non riesco a pagare tutta la rata intera, possibile che la banca mi venga incontro e accetti che pago solo metà rata, ci sono soluzioni....
    scritto da marco il 26/08/2012
  • Salve avrei bisogno di chiarimenti in merito a un mancato pagamento di un mutuo chirografario ho richiesto una moratoria, e ho richiesto che alla fine della stessa si possa prolungare la rateizzazione del mutuo, ma da conti alla mano non so se riuscirò a pagarlo, non ho beni pignorabili tranne i mobili di casa, sarà possibile in un futuro riaccendere al credito e come si potrebbero comportare le banche? Grazie
    scritto da Roberto il 05/09/2012
  • Gentile Marco, se la rata del mutuo non diventa più sostenibile è possibile prendere in considerazione il Piano Famiglie - frutto dell’accordo tra Abi e Associazioni dei Consumatori - che consente la sospensione delle rate per un anno se soddisfa determinati requisiti. Altrimenti il consiglio è di andare in filiale e rinegoziare il mutuo per allungarne la durata. In questo caso il rischio che si corre è trovare uno spread più alto di quello che già possiede, ma la rata può diventare più bassa.
    scritto da Patrizia De Rubertis il 07/09/2012

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Il profilo dell'autore

Mutuando di Patrizia De Rubertis

Romana, laureata in Scienze Politiche, giornalista professionista, si occupa da molti anni di questioni legate all’economia e alla finanza. Ha lavorato, fra gli altri, per Skytg24, MiaEconomia, Rai3. Dal 2010 è una delle inviate per il programma economico de La7 Effetto Domino.

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